giovedì 30 ottobre 2008

Cerimonia estetica del tè. Dettagli di un'apparecchiatura

Un pomeriggio succede un certo stato d’animo, cosa di meglio che fugare l’accento melanconico coll’ allestire una bella apparecchiatura in spiegamento di bellezza per sorbirsi un fragrante darjeeling pomeridiano, sì il raffinatissimo tè indiano, quello dall’ aroma di uve moscato e dal retrogusto muschiato..lo champagne dei tè!Accendi l’atmosfera con un cd del mirabile cofanetto, recentissimo, dell’impareggiabile Nina Simone.E come per incanto si manifesta la Magia.Cambio di dimensione.Agio e benessere, ti rilassi.Il desiderio però al solito tormentoso ti farebbe allucinare una fetta di quella torta alla cannella e zenzero che troneggia in casa di Artemisia o un’estatica tortina allo zabaione e calvados di quelle della maga Lory che inducono riflessi pavloviani solo a mirarla. Ti manca sì, come ti piacerebbe!Ti sovviene allora che in casa oramai sta aleggiando l’intenzione di metterti a stecchetto, è da un po’ che ti rivoghi nel crudele intento... ma con la fumante tazza di quel tè imperiale ci basta un attimo a sapere che stai improvvisando una subitanea eccezione.Ci sono delle fette biscottate integrali, un tantino friabili ma buonissime, hai comprato l’altro ieri due marmellatine biologiche senza gli zuccheri aggiunti, di more di rovo e di mirtilli neri, ma senza la coltre burrosa non se ne parla proprio, ma sì va bene la margarina vegetale quella morbidosa sempre spalmabile, ti rassicura che sia vegetale, vada allora per due dico due fette ma ben farcite ci mancherebbe altro!Ti concedi una bella apparecchiatura oggi sì, ogni tanto ci vuole, come si conviene, e due pensieri presto, di agguantare la cara macchinetta votata al dettaglio e la succosa iniziativa di Twostella con l’invito a partecipare all’Afternoon Tea Award, non fa niente se le hai di già mandato due contributi l’idea di un terzo ipotizzi che mica lo troverà sconveniente.La cerimonia estetica.Ah che gran piacere far prendere vita alle belle tazze impero Richard Ginori che s’intriscono intruppate al buio chiuso della credenza.Animo! Animiamoci e via alla danza dei clic e clac clip e clap e clop come per la fontana di PalazzeschiClof, clop, cloch,cloffete, cloppete,clocchette,chchch......L’altra avvincente onomatopea per rendere l’idea della fisicità dello scatto fotografico è kataflau l’onomatopeico corposo rombante poetico “romore” appannaggio solo della buona macchina.Nota: con questa divagazione vorrei partecipare ancora alla rassegna del diffuso piacere del tè di Afternoon Tea Award della gentile cecoviana Twostella de "Il giardino dei ciliegi".!

Budino al matcha



抹茶プリン
'Powdered tea' pudding
Recentemente mi è stato chiesto come si prepara il budino al matcha.
Onestamente non lo sapevo, ed ho fatto una ricerca in rete.
Ho trovato questo ed ho provato a farlo.
L'ho un po' modificato, il sapore è ottimo
Da accompagnare con un ottimo the verde, io ho usato "iemon-cha"

Ingredienti
5 gr. di matcha
1 uovo
12 gr. di zucchero semolato
90 ml. di latte
miele q.b.
fragole q.b.
4 formine per microonde
Preparazione
(1)Nel latte tiepido sciogliere la polvere di matcha,
cercando di non far creare grumi.
(2) Unire lo zucchero all'uovo evitando di far creare la schiuma.
(3)Unire (2) a (1), mescolare e filtrare il composto.
Versare in formine con diametro da cm.5.
(4)Inserirle nel microonde in modo che la cottura sia uniforme
e far cuocere a 200 W per 4 minuti.
(5) Far raffreddare e tenere nel frigo.
Al momento di servire, trasferire il budino su un piatto e,
su ognuno, versarci sopra un cucchiaino di miele
oppure una fragola schiacciata con una forchetta
Un budino con miele = 70 kcal

Le mie formine sono un poco grandi (cm.8 di diametro),
per questo il budino è un po' basso.
Ne ho fatta metà dose.
Il risultato è a dir poco eccellente
(Con questa ricetta vorrei partecipare all'afternoon tea award di Twostella)
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Il tè di Artè


Anche Artè ha voluto partecipare all'afternoon tea award di Twostella con la sua tartelletta preferita, la crostatina con crema di cioccolato al limone e cresta di gianduia.




Ero lì con in mente la parola “crostata”, senza avere la voglia di uscire a far spesa. Una serie di alternative sono state scartate, finché l’occhio, vagando in dispensa, non è caduto su uno spicchio di cioccolato gianduia torinese, e la mente non ha pensato all’agro limone per associarlo alla sua morbida dolcezza. 200g farina 00, 70g burro, 80g zucchero, un uovo, qualche goccia di essenza di vaniglia, un sorso di cognac.Cuocere i gusci in bianco in stampi di 9cm di diametro; (in bianco: 10' coperti di carta da forno e sassolini, 5' scoperti; a 200°).Crema di cioccolato al limone: in un pentolino, un uovo e sei cucchiai colmi di zucchero (90g), battere. Aggiungere 6 cucchiaini da tè, rasi, di maizena (10g; metterli adesso, nell'impasto cremoso di uovo e zucchero: così sarà facile dissolverli nell’impasto e la maizena non farà grumi). Aggiungere il succo e la buccia grattugiata di un limone.Aggiungere un bicchiere d'acqua (130ml). 15' su fuoco moderato mescolando, finché il composto non si addensa.Triturare 200g di cioccolato amaro, aggiungerlo e farlo fondere. Far intiepidire. Versare nei gusci due cucchiaini da tè di marmellata di limone poco dolce, in cui l’aspro del limone sia rimasto. Versarci sopra due cucchiai colmi di crema di cioccolato al limone. Mettere in frigo e far consolidare. Grattugiare con la microplane a fori grandi del cioccolato gianduia: si otterranno dei nastri che vanno annidati al centro delle crostatine.Tenerle al fresco in frigo: ci guadagnano. PS: l'equilibrio dei sapori e delle consistenze di queste tartellette penso si gioverebbe di stampi più piccoli, la metà del diametro circa. Debbono comunque restare poco profondi. Per esempio, come questi.

lunedì 27 ottobre 2008

Afternoon tea # 2. Riflessioni e ricette

Riflessioni e ricette di l'aiuola odorosa


Se è un tè che vogliamo, non andremo tanto per il sottile, detto fatto: acqua, foglie, filtro e in cinque minuti avremo pronta la nostra tazza fumante.
Ma se è un Afternoon Tea che vogliamo, be', in tal caso il mio consiglio è quello di mettersi comodi... è terribilmente inopportuno sorseggiare di fretta. Mi innamoro del momento di preparazione dell'Afternoon Tea, lo vesto dei colori che amo e che armonizzano con ciò che mi circonda, lo blandisco con le porcellane consumate, lo omaggio con gli argenti, con un bouquet di fiori freschi ed erbe aromatiche appena colte, con le fragranti cibarie d'accompagnamento fatte in casa. Felicemente at home, come voleva la contessa di Bedford.Può darsi che alle cinque il mio campanello suoni per annunciare l'arrivo del mio commensale: excellent! Per un Afternoon Tea non c'è niente di meglio di una chiacchierata amichevole - con una persona amica - sulle note di un sottofondo musicale non troppo invadente né, tantomeno, troppo sfuggente, commentando questo o quell'altro argomento di comune interesse.Può anche darsi - come è più solito - che ritagli per me sola questo momento, ascolterò allora Django Reinhardt, accompagnato però al violino da Stephan Grappelli.Non leggerò, perché soffro di aver per le mani, al tempo stesso, cibo e libri.Mi perderò in riflessioni, invece, sorbendo così, un po' assente, il gradevole infuso. Godrò la vista del mio giardino, delle siepi, del prato e del colore di nuove rose ottobrine grosse come peonie. Tornerò con i pensieri a qualche film di britannica atmosfera, a Carrington, di certo, ad altri, forse.Mi piace questo spazio calmo e privato, pieno di tè, di sapori aromatici misti a note e ricordi, di frasi e pensieri che vanno e che vengono. Di essi, alcuni, rimangono..
Questo il menù dell'Aiuola Odorosa per un tradizionale Afternoon Tea inglese:
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Menù
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Sandwiches
Smoked Salmon with cream cheese and wholegrain mustardCucumber Sandwich
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Scones
English scones from a.o. bakeryserved with jam and clotted cream
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Carrot Cake
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Twinings Vintage Darjeeling Tea
Sebbene il mio Sommy solleciti da tempo di accompagnare il tutto con una euforizzante flute di champagne, secondo la moda londinese dello champagne afternoon tea, non c'è verso - sia chiaro - di introdurre tale francese eccentricità in questo tè e in questa aiuola!
Carrot Cake:
175g di farina lievitata,1 tsp di lievito,1tsp di cannella in polvere, 1/2 tsp di sale, 300 ml di olio di mais, 350g di zucchero, 225g di carote grattugiate.
per la copertura:175g di cream cheese (ho preferito il mascarpone al philadelphia), 175g di burro, 1/2 tsp di estratto di vaniglia, 225g di zucchero a velo.
1. Preriscaldare il forno a 180°
2. Imburrare una teglia rotonda dal laterare estraibile e foderarla sul bordo con carta forno. La carta deve superare di tre dita l'altezza del bordo .
3. Preparare il composto secco: farina, lievito, cannella, sale.
4.Preparare il composto liquido: zucchero, uova, olio. Aggiungere al secco e, infine le carote grattugiate.
5. Versare il tutto nella teglia, livellare e mettere in forno a 180° per 40'. Poi abbassare la temperatura a 150° e cuocere altri 20'. A cottura terminata, togliere dal forno e lasciare raffreddare completamente.
per la
1. mescolare con lo sbattitore mascarpone e burro, già lasciato ammorbidire a temperatura ambiente
2. aggiungere vaniglia e zucchero a velo e mescolare ancora un po'.
3. stendere sulla torta con l'aiuto di una spatola, decorare con noci o quello che più ci aggrada...

Questo post, come il precedente, aderisce all'iniziativa di Twostella Afternoon Tea Award

Afternoon Tea # 1. Omaggio

Omaggio all'Afernoon tea di l'aiuola odorosa

Se vi trovaste con il cadavere di un uomo sulle braccia, senza sapere come uscire da questo pasticcio, la cosa migliore da fare sarebbe prepararvi una bella tazza di tè ben forte.Anthony Burgess, One hand clapping.
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Somigliava sempre di più alle due sorelle nubili di suo marito, che venivano a visitarla, secondo l'opinione di Kate, troppe volte e troppo lungamente, reclamando la loro parte di tè e toast imburrati, cosa che inquietava Kate, mai disattenta ai conti dei fornitori. (...) Le sorelle assillavano la vedova, facendola chiacchierare e bevendo interminabili tazze di tè.Henry James, Le ali della colomba.
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Quale marca di tè preferite acquistare?", gli chiese Wyatt. "Non sono un conoscitore, ho chiesto ad Abdul di comprarlo. Forse, un giorno, questa ragazza così carina accetterà di prendere un tè a casa mia. Merita un po' di distrazione; stando da sola deve annoiarsi terribilmente".
Agatha Christie, The Sittaford Mystery.
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Una tazza di tè offerta al momento dell'arrivo in campagna è una cosa che mi rende particolarmente felice. Adoro le braci rosseggianti, le luci soffuse, il profumo dei toast imburrati e quella dolce atmosfera di confortevole indolenza.
P.G. Wodehuose, Il codice dei Woosters.
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Odette preparò a Swann il 'suo' tè, gli chiese: "limone o panna?" e quando lui rispose "panna" gli disse, ridendo, una "nube". E poiché lo trovava buono: "Vedete che so cosa vi piace". Quel tè, in effetti, era sembrato a Swann qualcosa di prezioso... e durante il tragitto in carrozza si ripeteva: "Certo, sarebbe gradevole avere una personcina presso la quale trovare questa cosa così rara, un buon tè..."
Marcel Proust, Un amore di Swann.
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Ma prendine di più di tè", disse la Lepre Marzolina ad Alice, con estrema serietà. "Se finora non ne ho avuto nemmeno una goccia" rispose Alice piccata "non posso certo prenderne di più". "Vuoi dire che non puoi prenderne di meno"disse il Cappellaio; "prenderne di più di niente è facilissimo".
Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie.

Oolong tè semifermentato di formosa e piccola cerimonia del tè



I due contributi di Papavero di campo

Primo contributo

"Oriental beauty" Il tè semifermentato Oolong di Formosa è una rarità, come nel panorama dei vini c'è un discorso sull'eccellenza, così nel mondo del tè, i conoscitori sanno a cosa corrisponde questa denominazione e questa provenienza.
Nella dicotomia tè/ caffè da sempre sono stata dalla parte del tè ed è stato giocoforza l'interesse e l'attenzione per questa virtuosa pianta. Molti anni fa è stato il tempo della ricerca e della curiosità sui tè, c'è sempre un tempo per le cose che si amano, poi ho allentato la presa e pur avendo radunato quasi una tonnellata di documentazione sull'argomento ho finito per estraniarmi e prender una fisiologica distanza da tutto quello zelo. Restano delle tracce e quelle come stele di Rosetta le tengo in gran considerazione. Nel frattempo c'è stato un affinamento e ciò che una volta -tanto tempo fa!- mi esercitava un'attrazione adesso è lettera morta, ad esempio le forzate aromatizzazioni e per naturale conseguenza sono giunta ad una selezione. Come accade per i vini con le esasperanti e coercitive mode del barricato che rende ruffiano ogni vitigno, così per il tè è necessario arrivare a comprendere il valore della naturalità, dell'integrità e ad apprezzare fortemente il discorso dell'origine, della provenienza e delle procedure manipolative. Infine ti devi fidare perché c'è un fatto oggettivo che è l'importazione. A Firenze c'è un noto importatore ed esperto di cui avere piena fiducia, il quale dagli anni '60 si muove e si orienta sulle vie del tè, lui partecipa alle aste, sceglie, decide i blended ed è aiutato nell'impresa dai suoi familiari. Il suo negozio "La via del tè" collocato in una tipicissima postazione che è quella del mercato di S. Ambrogio, è un punto di riferimento indispensabile ed è appunto il regno di Alfredo Carrai.



Secondo contributo

Piccola cerimonia del tè per me!
Esperience fusion italian & japanese
Tea green giapponese
Zucchero di canna integrale
Dolcetti: un cantuccino e due zollette di migliaccio

Mi sa che devo aggiungere qualcosa! circa le associazioni, riguardo al post sull’Oolong, direi senz’altro un film di Yasujiro Ozu, che so? Tardo Autunno o Tarda Primavera o Fiori d’equinozio. Nei suoi film è vero gira molto sake ma un tè oolong è perfetto, a mio gusto, con la pacatezza e la malinconia di un film di Ozu!Riguardo al post la piccola cerimonia del tè, rimanderei al libro di Alejandro Jodorowsky che tra l'altro si intravede nelle foto. E' "La via dei Tarocchi" del 2005 per Feltrinelli. Il legame al tè è nel flusso dei pensieri che tra il divinatorio lo psicoanalitico ed il poetico s’intrufola superlativamente nell’exploit sensoriale di quel sorso di tè!è sufficiente?un gentile saluto!

domenica 26 ottobre 2008

Lu-T'ung scrisse ...

Benvenuta marisgutta!!

Ebbene si, lo confesso.Sono una tea-dipendente.Ho iniziato , come tanti,nella Londra degli anni settanta, con l'incoscienza dei vent'anni.Il tea, rigorosamente al latte.Un successivo viaggio ad Istambul, dove il consumo non si limitava solamente alle "five o'clock", mi ha fatto conoscere il Chai.Eliminato il latte, ma incremento dello zucchero.Poi...la scoperta dell'Antica Drogheria Torielli di Genova....mi ha portata alla dipendenza.E lo zucchero? Bandito!
Lu-T'ung scrisse:La prima tazza mi bagna le labbra e la gola.La seconda mi libera dalla solitudinee la terza entra nella mia anima inaridita,scoprendovi cinquemila volumi di splendidi ideogrammi.La quarta tazza eccita in me un lieve sudore,che dileguandosi dai pori fa svanire la tristezza della vita.La quinta tazza mi purifica e la sesta mi chiama nei regni dell'immortalità.

venerdì 24 ottobre 2008

Un tè nella valle di Comino

E Artemisia Comina ci racconta ancora qualcosa intorno al tè (su AAA tra gli altri scatti un divertente scoiattolino!)

Non c’è posto più lontano dal tè della Valle. Qui lo si prende quando si è convalescenti, o almeno si sta male di stomaco; meglio se si è “signorine”, perché qualsiasi individuo dotato di un’identità più netta è impensabile che voglia bere quell’acqua colorata e tiepida. In effetti, il tè dal gusto di carta che si ottiene con le bustine qui si declina in un’ampia gamma di sapori bizzarri, derivanti dall’essere stato donato dagli emigranti che tornano dall’America portando con sé strane misture al mango, alla papaia, all’ananas, con vaghe presenza di forse tè sullo sfondo. Per soprammercato, non essendo tali miscugli amati da alcuno, giacciono sul fondo della credenza così a lungo da assumere infine sapori ancora più allarmanti e confusi, tra i quali l’aroma di erba secca è il più rassicurante. A casa di mia cugina Mentuccia le stesse credenze ove si conservano vasellami rivelano la grande assenza del gusto del tè; mentre le tazze da caffé si moltiplicano, quelle del tè scarseggiano, e se ne trovi due già sembra bastevole per la bisogna di portare la purga al malato.Bene, è in questo contesto ostile che mi provo a introdurre una cerimonia del tè fatta di locali attrazioni. Intanto recupero una tazza anni trenta dal bell’andamento rotondo e aperto, di ceramica verde, quindi la schiaffo su un vassoietto coevo assai decò. Metto della nebbia fuori dalla finestra, giù nella valle, come un mare sfumato e azzurrino acqattato tra i monti; poi faccio passare lo scoiattolo nero che abita in giardino sulla persiana. Accendo il camino, faccio calare la sera. Recupero due zuccheriere che mettano insieme la camera con il camino, con la sua credenza piena di porcellane sopravvissute, e la cucina con le sue sedie azzurre. La prima zuccheriera, la quasi pregiata, è ancora un oggetto decò, vuoto e riposto. La seconda, più antica, che deve essere lì almeno dall’inizio del secolo scorso, porta in sé infitto nello zucchero un cucchiaino souvenir di Los Angeles – di nuovo una traccia di quanti andarono lontano e si ricordarono di chi era restato – ha debite sbreccature e tuttora lavora a pieno ritmo. Potremmo leggere D’Annunzio o Carducci, in biblioteca c’è tutta la collezione acquistata man mano che tali libri venivano al mondo; ma io preferirei Verne, pure presente al completo. Sceglierei Viaggio al centro della Terra. Però potremmo anche leggere La Casa Ostile; sappiate che le possibilità sono davvero molte. Facciamo andare il giradischi anni cinquanta, oggetto qui modernissimo, con La Danza Macabra di Saint-Saëns, vivace e ironica. Cosa si mangia? Gli innocenti pirritini, la supercrostata di ricotta, le ciambelle con su il naspro come quelle che facevano le monache di clausura di Arpino, la ciambella morbida di Sora che nella sua tenue dolcezza sta benissimo con un salamino sapido, i mostaccioli che anticipano il Natale, come pure i torroncini di Alvito alla pasta di mandorle rivestita di cioccolato o fatti di croccante, ottimi; le gigantesche paste locali che bisogna tenere con due mani, i biscotti di farina gialla, le ciambellette al vino o zuccherine che fondono in bocca, le varie pizze dolci di uova burro e zucchero. Non chiedete più di tanto i salati, accontentatevi di quel salame, non possiamo chiedere troppo a queste latitudini. Il tè? Be’, no. Quello lo portiamo da Roma. Facciamo che ci portiamo un Mariage Frères nuovo di zecca, il ROUGE D'AUTOMNE 2008 al profumo di Marrons Glacés.Questo tè della Valle interloquisce con un tè preso a Dublino, arpeggiando sul tema del prendere un tè, suggerito da Twostella.
Pubblicato da a 20.24
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Irlanda. Dublino. Shelbourne hotel. Un tè perfetto.


Dall'album dei ricordi di Artemisia Comina, e sul suo blog AAA sfogliate le altre foto!

Un tè perfetto, nella Lord Mayors Tea room del Shelbourne Hotel.
Un albergo storico, inaugurato nel 1824, oggi cinque stelle. Ristrutturato nel 2006 spero senza danno; quando ci andammo per il tè nella celebrata Lord Mayors Tea era il punto di incontro di tutta Dublino, e non solo dei suoi ospiti.
Il venerdì della settimana prima di Natale era vivacissimo nei suoi bar e nella sua sala da tè, sia dentro che fuori, e le diavolesse dublinesi, eredi delle vichinghe dei tempo delle scorrerie che in Dublino andavano a ritemprarsi da battaglie e viaggi per mare al caldo del sud, esibivano al vento e alla pioggia sandaletti luccicanti, gambe nude e top di velo dove io mi avvolgevo in parecchie molteplici sciarpe. Diavolesse che furono una delle più liete sorprese della Dublino ritrovata in piena esplosione, alle soglie del 2005, dopo le visite di anni prima alla città bella e fatiscente, cattolica e povera. Il primo ristorante dove ci ritrovammo, un vietnamita mi pare – grande mescolanza di cucine oggi a Dublino, che si affianca ai vecchi pub che resistono impavidi e colmi all’inverosimile di chiacchiere e di birra – ci sembrò a tutta prima un ritrovo gay. Tavolate di felici fanciulle abbigliate per la festa si radunavano a chiacchierare, bere e mangiare in grande apparente felicità. Quando le vedemmo ripetersi numerose in ogni locale capimmo quanto eravamo scemi. Si trattava delle ragazze di Dublino contente di ritrovarsi tra loro. Auguro alla città dalla riscoperta gioia di sopravvivere alla bufera finanziaria che anche su di lei ora si abbatte, e in particolare lo auguro alle liete ragazze.
La musica di strada imperversava con la caratteristiche dell’alta competenza che in Irlanda caratterizza il dilettante. Ricordi di estati passate in caccia della traditional music dal vivo e delle sue gighe scatenate e barocche, dei suoi musicisti che cavano di tasca un flauto, e si uniscono al violino che già sta andando con la naturalezza con cui un uccello si posa accanto a un altro su un ramo, e inizia a cantare in perfetta assonanza, dei suoi cantori che di punto in bianco si alzano dalla loro sedia al pub e si buttano in un a solo patetico e dolce, musicale e straziante, per poi tornare a sorseggiare la loro assorta birra.
Quante cose sull’Irlanda, quanti ricordi. Quante memorie di lanose pecore dalle zampe sottili sotto l’enorme manto di riccioli, Marzia. Dei loro occhioni lucenti nel buio della notte, della sorpresa di vederle vagare in solitaria passeggiata sul pizzo di una rupe sul mare, su un prato alto sul colle fino al calare più profondo della sera, solo a volte radunate dai piccoli cani quasi-volpini con i loro veloci zig zag, mentre un airone in maestoso volo passa sulla tua testa, grigio azzurro sul grigio azzurro del cielo nuvoloso.
Gli scones migliori? Mangiati in una “sala da tè” allestita in piena campagna del Connemara dentro un garage, da un signore che arrotondava con qualche soldo il suo reddito assai contenuto. Disse queste sante parole: “Gli scones che vi offro sono ottimi, perché li ho appena fatti”. Parole da ricordare assolutamente, per quanto riguarda gli scones.
I tè più opulenti? Quelli del Cashel Hause Hotel, ancora in Connemara, in un altro Natale; eravamo tra gli ospiti supernutriti che non rinunciavano neppure al tè e alle mince pie imbiancate di glassa, presi tra i fuochi dei molteplici camini che riscaldavano il susseguirsi di stanze piene di poltrone, libri e i bibelot più disparati, testimoni di un certo gusto inglese che conserva memorie di ogni tipo, dalle vecchie bambole alle cartoline, mostrando tutto in vetrina.
Sì, questo del Shelbourne fu un tè perfetto. Giusta l’infusione, la temperatura, freschissimi i burri, gli scones, i tramezzini, i piccoli dolci. Perfetta la sala con le morbide poltrone dai velluti rossi e i suoi avventori – anche qui una tavolata di liete ragazze - perfetto il pianista buffo e tenero che dopo aver gettato un’occhiata verso di noi aggiunse anche Volare al suo repertorio. Se vi capita di andare da quelle parti, provate.
Un paio di dolci anglo-irlandesi da tè: il caraway seed cake, e i ginger bisquit. Oppure, decisamente UK, il dolce al cioccolato e cannella, il crunchy top lemon cake, la torta di carote all'inglese.
Il signore in nero davanti al portone rosso è un parroco che raccoglie le offerte di Natale.
Inizio a rispondere con questo post all’invito di parlare di tè di Twostella.Foto di Nunchesto e Artemisia.

Tea for Two(stella)

Ecco a voi la gustosa proposta della Trattoria MuVarA e proprio in trattoria troverete tutti gli scatti profumati di tè

Aiuolik l'aveva promesso alla sua gemella separata alla nascita e conosciuta nel web, aka Twostella, alla sua raccolta non poteva mancare!
Twostella alla ricerca dell'original afternoon tea in perfetto english way ha lanciato l'afternoon tea award.Ed ecco il contributo della Trattoria...Innanzitutto, parlar di tè in Trattoria vuol dire aprire la dispensa e trovarsi davanti a "qualche" confezione di tè verde, l'unico bevuto da Aiuolik!
Per cui più che english way sarebbe più japanese come messo in evidenza anche dalla tazza japo-original che Aiuolik ha comprato nel suo (breve!) viaggio in Giappone.
E se vi state chiedendo che cos'è quella "tortina" marronaccia a fianco alla tazza, sappiate che non si tratta di un dolce, ma di un tè (verde, l'avreste mai detto?) di provenienza giapponese (oggi siamo un po' monotematici) comprato durante il nostro viaggio a Londra (finalmente un po' di Inghilterra!)!
Sempre in tema di tè e Giappone, ecco questi fiori che Aiuolik ha comprato a Toyo.
Ma siccome i compiti per casa ci piace farli in maniera diligente e senza andar fuori tema e siccome la sorella inglese è il nostro fornitore ufficiale di english tea, ecco la nostra scorta:
Se guardate bene in cima abbiamo proprio l'afternoon tea :-) e noi abbiamo deciso di offrirvene una tazza accompagnata da qualche cioccolatino...
...ma se preferite un abbinamento made in MuVarA potete scegliere tra questi biscottini da tè
...oppure i biscotti di Sign.ra Elena (sulla sinistra il mitico pinguino che vi abbiamo presentato qui)
Tè per tutte le ore!

giovedì 23 ottobre 2008

Un tè da Twostella


Direttamente dal blog di Romy ovvero Chez Moi!


.. nel suo Giardino dei Ciliegi. La sua proposta è stata accolta con grandissimo entusiasmo, e a ragione: è veramente significativo che una comunità virtuale si ritrovi intorno ad un simbolo ancestrale come il tè. Distanze e differenze si appianano, nel nome dell' infuso così carico di simboli, e che da secoli riunisce attorno alle cose più naturali del mondo, l'acqua e le foglie, famiglie, amici, colleghi. Davanti ad una tazza di tè si sono strette alleanze, piante lacrime di gioia e di dolore, appianati litigi, sussurrate frasi d'amore o piccole e grandi maldicenze. Ognuno di noi ha almeno un ricordo importante legato al tè: io ne ho due, uno terribile, l'altro meraviglioso. Quando mio padre stava morendo ed lo vegliavo all'ospedale, fu un tè caldo e zuccherato che mi dette il coraggio di passare la notte.Quando ho conosciuto il mio primo grande amore , quello che ora è mio marito, lui mi portò a prendere il tè in un piccolo locale pieno di libri, sigari e torte fatte in casa, una specie di palafitta di legno che si affacciava sul mare...si chiamava " Il Bucaniere ", ed era il locale dei miei sogni: adesso purtoppo non esiste più.Devo dire che sono molto attratta dall'approccio orientale al tè, così spirituale e meditativo: ma l'idea di un tè all'inglese, magari in un prato, o in un salotto vittoriano, mi fa battere il cuore. Putroppo non sono mai stata a Londra: credo di essere l'unica in Italia...ma ho fatto come Salgari: ci sono stata centinaia di volte con la fantasia!
Accolgo quindi l'invito di Twostella, e preparo la tavola per voi...spero che verrete a trovarmi, ho tante cose da raccontarvi!Ho intenzione di mettere su uno dei miei cd preferiti: è la colonna sonora del film "Sotto il sole della Toscana" : adoro Francis Meyes, e questo è un libro che ho particolarmente amato, anche perchè mi è capitato di leggerlo proprio al momento opportuno, quando stavo restaurando casa... la mia personale Bramasole! Il film non rende giustizia , ma la musica di Christophe Beck...vale la pena che la ascoltiate, e mi sembra adatta a fare da sottofondo alle nostre chiacchiere. Vi farò subito vedere il libro sul tè che mi è arrivato da poco : quello di John Blofeld, ed in particolare una poesia che egli riporta, e che mi ha particolarmente colpito: l'autore è il Maestro di Tè T'ieh-Chun:

" D'alti e bassi è la vita:

sorge e tramonta il sole:dunque val tanto agitarsi?

D'esser felici bramiamo....

....con gli amici in riva al fiume

fate allegre scampagnate,

sotto i salici a pescare,

scacchi e liuto vi portate,

libri e tele da ammirare...

...storie antiche poi narrate

e racconti a lieto fine,

ammirando l'ornamento

maestoso delle foglie

e policromo dei fiori..

....Non curatevi degli altri

se vi trattan con calore

o con senso di freddezza.

L'acqua limpida attingete

dalla fonte che zampilla

sotto i pini verde blu.

Sulla stufa di terraglia

circondata da bambù

bollirà l'acqua col tè

del Dragone e la Fenice.

Preparate la miscela

prelibata, poi gustate

le delizie delle sette

tazze di Lu-T'Ung, colme del noto tè Yang-Hsien "

La poesia, così come l'ho "tagliata" io, non rende: ma il senso è che "di doman non c'è certezza", e che di tutto ciò che la natura ci offre, e del contingente, dobbiamo godere a piene mai.Metterò una tovaglia a grandi rose, e il servito di porcellana bianca e blu di mia nonna, legato ai ricordi della mia infanzia: che bello, prendere il tè "nelle tazze belle" con le amichette, come le signore !Vi offrirò degli Scones, con una crema ottenuta miscelando con la frusta mascarpone e panna da montare, e piccole vaschette di marmellate varie: di fragole, di uva spina, di mele cotogne fatta da me.Poi la torta di mele, che io adoro: la ricetta base (che metto di seguito ) è quella di mia suocera, ma per voi la arricchirò di cannella, accompagnandola con una boule di gelato alla vaniglia, anche quello fatto in casa.Poi, delle mini barquettes di frolla con marmellata di arance amare, cosparse di pinoli tostati.Infine, una specie di piccola Sacher, che posterò in seguito: la pasta è di cioccolato, così come la copertura glassata: ma all'interno, metterò due strati: uno, classico, di marmellata di albicocche, l'altro di gelatina di tè, ed in particolare del tè dell'Hotel Sacher, che mi ha portato in mio amore da Vienna: è un Earl Grey, ma con un sospiro di gelsomino, perfetto per esaltare il cioccolato.Non dovranno mancare biscotti secchi: classici in pasta frolla, in pasta di mandorle e dei biscottini al Matcha e cioccolato, quelli del post.In più, per chi ama il salato piccoli panini briosciati cosparsi di semi di papavero,con burro al tartufo e prosciutto cotto, ed altri con burro, salmone affumicato ed una timida spolverata di aneto. Se ce la faccio, vi farò trovare anche i tramezzini TTT , ma li vedo più adatti ad una degustazione di tè verdi ...beh, vedrò che fare!Ma veniamo al protagonista: il té. Anche se io lo preferisco senza aggiunte, vi farò trovare latte, fettine di limone e zucchero bianco e di canna: nella panciuta teiera del servito, metterò un Darjeeling Castleton. Ma preparerò anche altre piccole teiere, tenendole tutte in caldo su uno scaldavivande o con dei tea cosy: metterò in tavola anche due aromatizzati: il Sacher in questione e una miscela detta "Casablanca" che ho comprato a La Via Del tè, con base di tè verdi, profumata di agrumi e rose.Ma anche uno Withe Snow Buds, tè bianco eccellente, a mio gusto, e capace di far esprimere al fondente tutte le sue sfumature. In una ciotolina preparerò anche qualche Mini Tuo di Pu'Er, da accompagnare al salato: in un angolino metterò delle tazze più adatte a degustare questi ultimi due tipi di tè.


Torta di Rina ( mia suocera: le voglio molto bene, e devo dire che come nuora sono stata fortunata...)

due uova, 150 g di zucchero, 2 etti di farina, un bicchiere scarso di latte tiepido, dodici grammi di lievito per dolci, la buccia grattugiata di un limone, tre mele renette, pan grattato

Imburrare una teglia a cerniera apribile e cospargerla bene di pan grattato.Lavorare le uova con lo zucchero, poi unire pian piano tutti gli altri ingredienti tranne le mele che disporrete in modo armonioso sulla superficie della torta, a fettine abbastanza spesse ( mentre le tagliate, spruzzatele con poco limone per non farle annerire )Io, come ho detto, la servirei tepida cosparsa di cannella e con gelato alla vaniglia: ma anche la panna acida può essere un'ottima alternativa.Va cotta in forno ben caldo a 160° per quarantacinque minuti circa.

mercoledì 22 ottobre 2008

Afternoon tea di Acilia


I suggerimenti di Acilia di Insieme a tè

Ho accolto con piacere l'invito a partecipare a questa iniziativa, perché chi l'ha organizzata è una persona gioviale, dall'entusiasmo contagioso e la cui creatività sono lieta di promuovere. Naturalmente l'argomento mi è familiare, sebbene non sia granché appassionata del tea time britannico. Sentendomi più vicina allo spirito orientale e considerando il tè una consuetudine quotidiana che appartiene ad ogni momento della giornata, ho cercato di interpretare la proposta di Twostella raccontando semplicemente un tè del pomeriggio, immaginandolo in un angolo appartato della mia casa e consumato con le poche amiche più care. La colonna sonora è quella di "Time for tea", una deliziosa raccolta di brani anni '50 dedicati al tè, adatti a rendere l'atmosfera leggera e piacevolmente frivola. Offrirei uno dei tè che preferisco, un verde naturale giapponese, il Gyokuro Uji, ma non sono certa incontri il gusto delle mie ospiti. Così preparo altre due teiere per un tè nero naturale Darjeeling Selimbong e un tè bianco cinese aromatizzato al melograno e lampone. Trovo che tutti costituiscano un ottimo connubio con i dolci a cui ho pensato: crepes con confettura di castagne al cacao, dolcetti allo zenzero e mandorle, un assaggio di scaglie di cioccolato fondente aromatizzato alla maggiorana, una ciotola di lamponi freschi bagnati con acqua di fiori d'arancio e delle frittelline di riso al miele di cui vi lascio la ricetta.


Ingredienti:• 100 g di riso• 1/2 litro di latte• mezza stecca di cannella• 50 g di farina• un cucchiaino raso di lievito in polvere• la scorza di mezzo limone grattugiata• un vasetto di miele• 3 uova• olio di semi per la frittura• un pizzico di sale• 100 g di uvetta• 40 g di zucchero
Mettete in ammollo l'uvetta in acqua tiepida (o in una tazza del tè nero che preferite).Portate ad ebollizione il latte e la cannella in una casseruola. Unite il sale, il riso e fate cuocere quest'ultimo mescolando continuamente, finché il latte sarà assorbito.Aggiungete, lontano dal fuoco, lo zucchero, la farina, l'uvetta ben asciugata, il lievito, la scorza del limone e i tuorli; mescolate bene e lasciate raffreddare il riso.Successivamente amalgamatevi gli albumi montati a neve ben soda.Fate scaldare l'olio nella padella e mettetevi a cucchiaiate il composto di riso. Fate cuocere, poche per volta, le frittelline, fino a quando saranno dorate e croccanti.Scolatele su carta assorbente per eliminare l'unto in eccesso, accomodatele su un piatto da portata e servitele tiepide, versando il miele al momento di gustarle.


Quanto all'argomento di conversazione, mi piacerebbe proporre la lettura di una poesia di A. Machado intitolata "Sogno infantile": per scivolare insieme sui ricordi adolescenti e tornare a fantasticare di fate, baci, feste e profumi.


Una chiara notte

di festa e di luna,

notte dei sogni miei,

notte di allegria

(...)

la più giovane fata

mi portò in braccio

all'allegra festa

che ardeva in piazza.

Sotto il crepitio

delle luminarie,

amore tesseva

matasse di danze.

E in quella notte

di festa e di luna,

notte dei sogni miei,

notte di allegria,

la fata più giovane

mi dava un bacio

in fronte.

Tutti i roseti

davano profumi,

tutti gli amori

offriva l'amore.

It's tea time



Postato da Alex di Cuoche dell'altro mondo sul suo sito trovate anche altre sfiziose immagini ...

Twostella del blog Il giardino dei ciliegi ha lanciato l'Afternoon Tea Award, una raccolta di ricette che ruotano intorno al tradizionale tè all'inglese.Il mio rapporto con il tè si sta intensificando da un po' di tempo a questa parte, da quando ho smesso di bere il caffè. Non ho ancora trovato il mio tè preferito, sono in fase di sperimentazione e provo di tutto - dal tè verde al tè di frutta, dal chai alle tisane. Ma la mia cultura sul tè è praticamente inesistente ed è piacevole per me in questo periodo provare nuovi sapori, nuovi aromi. Il tè crea un'atmosfera speciale. Bevuto da soli è una coccola che ci si regala, bere il tè in due ha un non so che di profonda intimità, berlo in tanti ti regala momenti di allegra convivialità. Anche la tazza si tiene in mano in modo totalmente diverso da una tazzina di caffè. La si accarezza, la si tiene fra le mani per scaldarsi, si sorseggia con molta calma. E in questo periodo in cui il tempo è lusso, in cui i ritmi sono diventati disumani, per me è diventata un'esigenza fermarmi e godermi la mia tazza di tè.Per questo tè del pomeriggio ho preparato degli scones alle noci e all'uvetta. Al posto della calorica crema al burro io uso del formaggio tipo Philadelphia, meraviglioso con una classica marmellata di arance amare. Come vuole la tradizione (e come lo richiedeva Twostella), ho preparato anche dei mini-tramezzini. Avocado, salmone affumicato e maionese al wasabi (basta mischiare la maionese con un po' di pasta di wasabi).Mi sono fermata un pomeriggio, mi sono concessa il lusso di un afternoon tea, momenti condivisi con una cara persona. E come non pensare allora a questa canzone?In tema di tè vi ricordo anche il concorso fotografico di Acilia.
Irish soda bread scones
Ingredienti per ca. 8 scones
Ingredienti asciutti:
280 gr di farina
35 gr di zucchero
1 1/2 cucchiani di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di polvere d'arancia
1/2 cucchiaino scarso di sale
75 gr di burro freddoIngredienti liquidi:
120 ml di latticello
1 cucchiaino di Golden Sirup (io ho usato l'abbamele, ma potete usare anche dello sciroppo d'acero)
1 uovo
Altri ingredienti:
55 gr di noci
60 gr di uvetta
Preparazione: scaldare il forno a 190°C. Mischiare gli ingredienti asciutti in una capiente scodella. Tagliare il burro freddo a pezzetti e aggiungerlo agli ingredienti asciutti. Amalgamare il burro con la farina sbriciolandolo fra le dita finché il tutto sarà molto bricioloso. Sbattere il latticello con lo sciroppo d'acero e l'uovo e aggiungere il tutto al resto. Mischiare finché il composto sarà appena amalgamato.Aggiungere le noci tritate e l'uvetta o e mischiare bene. Stendere l'impasto sul piano di lavoro infarinato (ca. 3 cm di spessore) e con l'aiuto di un bicchiere o un coppapasta tagliare 8 scones. Disporre gli scones su una placca rivestita di carta da forno e infornare per circa 18-22 minuti finché saranno dorati. Far raffreddare gli scones per almeno 10 minuti prima di mangiarli.

lunedì 20 ottobre 2008

Il the delle cinque a casa di Simo


Da Pensieri e Pasticci di Simo dove trovate anche le foto di tutte le delizie!
...un momento speciale, intimo, da condividere con gli amici intorno al tavolone della taverna, magari con la stufa accesa, davanti al fuoco e con il suo caldo abbraccio....
...fra due chiacchiere ed una risata, magari ascoltando in sottofondo dell'ottima musica degli Spandau Ballet o dei Wet Wet Wet .....un pò datata, forse, ma...piacevole ed avvolgente.
Adoro servirlo nella porcellana bianca, l'acqua bollentissima nella teiera.
Mi piace servire un piccolo assortimento di the aromatizzati, partendo dall'Earl Grey, il mio preferito (aromatizzato al bergamotto)...limone, arancia e cannella, frutti rossi, mirtillo, ciliegia, arancia e frutto della passione..
..questi the, sono in larga parte the neri aromatizzati con olii essenziali ottenuti mediante la distillazione, secondo i casi, della buccia o della polpa di frutta.
A differenza dei the profumati, gli aromi che derivano dalle essenze, conferiscono un sapore più deciso alla bevanda e la possibilità di apprezzarne anche le sfumature.
In un piattino servo fettine di limone e nel bricco, del latte fresco, per chi ne volesse...
Per me il the è sicuramente un momento dolce, che va accompagnato da dolcetti vari, biscottini, assaggini di marmellate e magari una buona torta sofficiosa, come questa che ho preparato per l'occasione:
TORTA AL COCCO SOFFICISSIMA
L'ho preparata col bimby...
Ingredienti:
250 gr.farina bianca 00
130 gr.farina di cocco
250 gr.zucchero semolato
120 gr.olio di semi di mais
3 uova intere
125 gr.yogurth al cocco (1 vasetto)
1 pizzico sale fino
1 bustina lievito per dolci
30 gr.miele liquido
Preparazione:
Versare nel boccale la farina ,100 gr.di farina di cocco, le uova, l'olio, lo zucchero il pizzico di sale e lo yogurth e frullare 2 minuti vel.5.
Aggiungere il lievito ed amalgamare 10 sec.antiorario vel.4
Imburrare ed infarinare uno stampo a cerniera e versarci il composto...cuocere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti (fondamentale la prova stecchino!).
A fine cottura, sfornare e lasciar raffreddare la torta per 10 minuti poi pennellare la superficie col miele e spolverizzare col cocco rimasto.
accompagnati da una dolcissima marmellata di fichi e pinoli su piccole tartine di pane tostato ed imburrato..
Con questo post vorrei partecipare all'evento proposto da Twostella "il giardino dei ciliegi"
Grazie per la bellissima idea...........

sabato 18 ottobre 2008

Il menù di Anna


Proposta di Anna di C'è di mezzo il mare
Ho saputo di questa simpatica iniziativa da Brii la quale mi ha anche consigliato la ricetta con la quale partecipare. Penso che abbia ragione
Da mangiare: Kabocha manjū
Da bere: una buona tazza di the verde
Da leggere: Lucertola di Banana Yoshimoto
e direttamente dal post di Anna (sul suo sito trovate anche le foto per la ricetta passo passo)
Autunno: periodo di zucca! Manjū sono dei dolci tradizionali giapponesi ripieni di "anko" (marmellata di azuki), cotti a vapore. Io, invece di anko ho usato la marmellata di zucca Anche questa ricetta partecipa alla raccolta "Ricette con la zucca" di soleluna oltre che a "Afternoon tea Award" di twostella
Ecco "Kabocha manjū" (Manjū con marmellata di zucca) Ed ecco gli ingredienti e la preparazione
per la marmellata zucca 80 gr, zucchero 60 gr, sale 1 pizzico
per la base) farina 90 gr, lievito per dolci 3 gr, zucchero 30 gr, acqua 25 cc
Cuocere la zucca nel microonde per 4 minuti. Schiacciare la zucca, unire zucchero e sale e far raffreddare. Setacciare farina, lievito e zucchero, aggiungere l'acqua ed amalgamare.
Spolverizzare il tagliere con della farina e tagliare la pasta in 5-6 pezzi.
Stendere con il mattarello la pasta e metterci dentro un cucchiaio di marmellata di zucca, chiudere ed arrotondare. Vaporizzare con acqua la superficie dei dolcini. Far cuocere a vapore per 10 minuti e mangiare!
Sono dei dolcini un poco particolari, ben diversi dall'idea di dolcino italiano:
la base un poco pastosa con al centro una marmellata morbidissima e dolce.

giovedì 16 ottobre 2008

Il rito del Tea a casa di Princicci


Ecco il link al sito di Claudia alias Princicci per un menù completo dedicato all'afternoon tea

martedì 14 ottobre 2008

Il menù di Anny

Non ho un blog, ma ti racconto cosa ho visto ed assaggiato al Dorchester:Tramezzini al salmone, alla trota affumicata, al cetriolo, insalata di uova, tacchino, formaggio cremoso e roast beef.Scones salati al cheddar, alle carote, all'erba cipollina.Scones all'uvetta serviti in tovaglioli di lino caldi, lardy cakes, panini da thé alla panna acidulata, alla banana e alle mandorle. Mini marmellate all'arancia, ai mirtilli, alla fragola, clotter cream e lemon curd.Dessert: trancini di torta al cioccolato bianco con contorno di amaretto cherry mousse, trancini glassati di torta agli agrumi (arancia e limone), trancini di torta allo zenzero candito :-PP, trancino di torta al cioccolato e caffè, tartellette di mela e cannella, éclairs al burro e al cioccolato.Tutti i tea foods presentati in modo egregio su alzatine, piattini separati e grandi vassoi in argento.Tra i tanti thé serviti: Twinings rosso e nero, il blend della casa (niente di eccezionale), Earl grey, orange pekoe, vanilla scented, english afternoon, Dajeerling, Oolong Yin (fantastico) e tanti, tanti altri da veri estimatori, come Lady Gray.Porcellane Wedgwood, posate d'argento, prezzo 30 euro qualche anno fa ma li valgono tutti.Se potessi scegliere e ritornarci presto, sorseggiando, vorrei un bel libro di foto sui giardini inglesi o le magnifiche climbing roses e un sottofondo musicale con Celine Dion e la sua "The Colors of my love".
Ciao e buona serata.
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Anny
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Pane di castagne di Kat dei Cuochi di Carta

Dal blog Cuochi di carta ...


Questo pane era in progetto da parecchio. Ho trovato il coraggio di lanciarmi grazie ad una ricetta dell'ultimo special trimestrale della rivista francese Rustica.Ha indiscutibilmente un sapore particolare e non dà grandi soddisfazioni a chi ama veder le proprie pagnotte lievitare a dismisura. Questo impasto lievita ancora meno di quello di segale.La farina di castagne, che non contiene glutine, va sostenuta con una buona farina di forza, meglio se Manitoba.Una versione più timida, dimezzando la quantità di farina di castagne avrà comunque un suo fascino autunnale.Timida o potenziata, una fettina leggermente tostata si sposerà a meraviglia con lardo di Arnad, con o senza filo di miele di castagno.


Come il pane di segale, è migliore e più digeribile, oltre che mille volte più facile da affettare, se uscito dal forno un paio di giorni prima, quindi mi verrà comodissimo per offrire, as soon as possible, un tramezzino un po' folle all'Afternoon tea award di Twostella ;-)Le dosi ?-
350 grammi di farina di castagne- 650 grammi di farina "0", meglio se Manitoba- una bustina di lievito di birra liofilizzato oppure un cubetto di lievito fresco- 3 cucchiaini rasi di sale fino- un cucchiaio di zucchero scuro- 600 ml circa d'acqua tiepida Diluite il lievito in una tazza d'acqua tiepida prelevata dai 600 ml. Aggiungete qualche cucchiaio di farina e lasciate lievitare al calduccio.Mescolate quindi la rimanente farina "0" con la farina di castagne e il sale, unite l'acqua rimasta e il "lievitino". Impastate finché non sia bella liscia. Lasciate lievitare in una ciotola coperta con un telo umido per circa 2 ore e 30; seppur a fatica dovrebbe quasi raddoppiare.Sgonfiate l'impasto, date le consuete pieghe e formate due pagnotte di ugual misura.Lasciatele rilievitare un'ora sotto il solito telo umido. Incidetele e incripriatele (con farina di grano duro) solo al momento di infornarle.15 minuti a 240 gradi quindi altri 45 minuti a 180°. Lasciate raffreddare su una griglia.
Kat

lunedì 13 ottobre 2008

Il menù di Stefania Campanella

Io proporrei il té al gelsomino quello in fiori, come nel film di Sofia Coppolo MARIA ANTONIETTA, in cui si intravede il bel fiore proprio dentro la tazza d'oro... Poi vediamo... farei dei minitramezzini con formaggio dolce a fette e mortadella vegetale (ahahah è buonissima). Aggiungerei una marmellata di uva fragola da spalmare su piccoli panetti all'olio.
In più: torta della nonna e muffin alle noci. Leggerei con queste premesse la Casa del Sonno, di J. Coe e di sottofondo: Sandy Muller.
Che ne dite?

Stefania Campanella The City

do you want a cup of tea??? by Sandra UTDZ

Dal Blog di Sandra di Un tocco di zenzero ...


Con la complicità di un libro bellissimo ho deciso di trasformare la nostra nuova sala, in una succursale del Palm Court sala da tè del Ritz !Unica concessione ai nostri ospiti l’abbigliamento informale, che a Palm Court non è per niente concesso.. Abiti eleganti per le signore,giacca e cravatta per i signori uomini.La tradizione della cerimonia del tè all’inglese, l’affascinante tè delle cinque, ha perso la propria magia nella frenetica vita moderna e molto raramente nelle famiglie inglesi (e non solo in quelle) ci si ferma per una tazza di tè e due chiacchere o almeno non più come ai bei tempi,durante l’epoca edoardiana.
Il tè per gli inglesi è una istituzione,un momento di vero e autentico piacere nel mondo moderno.Così ho cercato di ricreare quell’atmosfera per una piccola riunione tra blogger…tre tipi di tè,tramezzini e un cheesecake (grazie BiBi)… tutte ricette (le prime) rigorosamente made in england!
La cerimonia del tè inizia con i tramezzini…. una serie di farciture deliziose e ricche di sapore… per noi ho scelto:potted shrimps (gamberetti in conserva) con pane (homemade) tostato.

tramezzini uova di salmone e uova di Capelan D’Island (Mallotus villosus)…. (foto d’apertura)panettone gastronomico della Pasticceria Elsy,di Torino che creano uno dei più buoni panettoni gastronomici della città!

proporre un tè come alternativa ad una cena è stata una scelta azzeccata… ci ha permesso di rilassarci e parlare senza dover controllare la cottura dell’arrosto in forno o l’acqua della pasta…per una volta padroni del nostro tempo.Volete la ricetta dei gamberetti in conserva?Eccola!
gamberetti sgusciati grammi 225burro fuso 175 grammimacis* 1/2 cucchiaino (io non avevo il macis e ho messo la noce moscata)zenzero in polvere 1/4 di cucchiainosale,pepe nero e pepe di Cayenna q.b.*rivestimento secco del seme della più conosciuta noce moscata
tritate finemente metà dei gamberetti mescolateli a quelli interi in una terrina con il macis,lo zenzero e 100 grammi di burro fuso.Versate il tutto in un casseruola su fuoco basso ,aggiungete sale e pepe;mescolate fino a quando il burro sarà assorbito dal composto.Distribuite il composto di gamberetti in due barattoli,schiacciandoli bene con una forchetta.Chiarificate il resto del burro portandolo ad ebollizione e filtrandolo attraverso una garzina.Versate il burro caldo nei vasetti e lasciate raffreddare.Spolverateli con una grattata di pepe di Cayenna e metteteli in frigorifero.Si conserveranno così per un mese, sotto il velo di burro chiarificato.Da servire con toast imburrati caldi…
Allora,la volete anche voi una tazza di tè??p.s.grazie a Vittorio (il nostro tirebouchon) Lilli-delicious lilli- consorti e figli per la bella compagnia!!Upss…Rob per il supporto tecnico! ;-)))
scatti su Flickr:tea time

Afternoon Tea Award


Afternoon Tea Award

Queste sono le mie proposte per riprodurre l'afternoon tea per riunire la famiglia, gli amici, non so se anche voi siete attratti da questa abitudine tipicamente britannica.
Avete avuto occasione di provarlo in Gran Bretagna?
Oppure l'avete preparato a casa?
Cosa ne pensate di preparare un vostro menù e creare una raccolta delle vostre idee entro il 30 novembre?
Perchè sorseggiare il tè in compagnia è tutta un'altra cosa!!! :-) un bel modo per affrontare il prossimo inverno.

Le regole per il Afternoon Tea Award sono semplici:

1) indicare la miscela preferita di tè o caffè;

2) proporre uno o più tramezzini a piacere;

3) variazioni sul tema scones ovvero pane o facaccine dolci e confetture preferite;

4) dolcetti: pasticcini, torte, biscotti, ecc...

5) proporre un libro, o una poesia, o un film di cui vi piacerebbe chiaccherare o una musica per l'atmosfera.

Insomma componete a piacere il menù rispettando i vostri gusti (anche per chi ha intolleranze alimentari o per vegetariani, ecc), seguendo le vostre ispirazioni, anche solo in versione salata o solo dolce, appena mi segnalate la vostra/le vostre proposte metterò il link che rimanda al vostro blog. Se non avete un blog indicate le vostre idee nei commenti e vi ospiterò io.

Metto sul fuoco il bollitore?

"There is nothing quite like a cucumber sandwich and a cup of tea to revive the spirit."

domenica 12 ottobre 2008

Tè all'inglese e ricette classiche

Scones, clotted cream, strawberry jam


Originario del Regno Unito, l'appuntamento pomeridiano del tè è nato per smorzare l'appetito a metà giornata, dopo l'abbondante colazione mattutina. Il momento di massimo splendore si raggiunse in epoca edoardiana all'inizio del secolo scorso. E' diventato un vero e proprio rito anche se oggi da momento quotidiano è riservato a momenti speciali, in lussuose sale di hotel o tea shop .
Se la teiera ospita generose quantità di bevanda occorre placare la fame con gustosi e morbidi tramezzini per poi dedicarsi alla parentesi dolce della pasticceria.
Come preparare un tè all'inglese in Italia?

Il tè
Il primo essenziale elemento è la selezione di tè. Proponete almeno due o tre qualità di tè in foglia per accontentare gli ospiti. Tenete a disposizione latte e zucchero. Io ho una spiccata preferenza per l'earl grey e il suo profumo di bergamotto, da consumare macchiato di latte e senza zucchero. Ricordatevi di scaldare la teiera prima dell'infuso. Rispettate i tempi consigliati: il tè fresco è buono, se l'infusione prosegue troppo a lungo il tè diventa sgradevole, denso e amaro.

I sandwiches
Utilizzate pane in cassetta di vostra preferenza bianco, ai cereali, integrale. Cercate una qualità di pane senza conservanti e morbida. Se ha la crosta deve essere eliminata. I tramezzini possono essere tagliati a triangolo o a strisce.
cucumber sandwich/sandwich al cetriolo: la ricetta originale prevede pane imburrato e fettine sottilissime di cetriolo con buccia, un pizzico di sale e pepe. Io preferisco spalmare formaggio fresco tipo philadelfia.
tomato sandwich/sandwich al pomodoro: si prepara con lo stesso metodo utilizzato per i cetrioli, privando i pomodori della buccia.
egg sandwich/ sandwich alle uova: amalgamare le uova sode tagliate a cubetti con un po' di maionese corretta con senape inglese in polvere (oppure senape di Digione). Facoltativo un goccio di tabasco o un pizzico di pepe. Se non piacciono le uova sode sostituirle con il tonno sgocciolato.
smoked salmon sandwich/sandwich al salmone affumicato: spalmare le fette di pane con formaggio fresco, disporre le fettine sottili di salmone, condire con un pizzico di pepe.
Si possono ottenere altre varianti con il prosciutto cotto o il formaggio se ci sono i bambini.

Gli scones
Ricetta collaudata del cavoletto: Sultana scones per circa 15 scones
farina 500g, latte 300ml, uvetta 160g, burro 110g, lievito per dolci 2 cucchiai abbondanti, zucchero 2 cucchiai, sale un cucchiaino, uovo 1
Setacciare la farina, aggiungerci il lievito, lo zucchero e il sale e mescolare. Aggiungere il burro morbido a fiocchetti e, con la punta delle dita, sbriciolarla nella farina finché sia completamente assorbita. Aggiungere l’uvetta e mescolare bene. Versare il latte al centro e, con una forchetta, mescolare. Lavorare poi rapidamente l’impasto con le mani (se, com’è capitato a me, risulta troppo liquido, aggiungere un po’ di farina fino a quando non sarà più colloso). Su una spianatoia leggermente infarinata, stendere l’impasto a 3cm di spessore e, con un tagliapasta di 5cm, ritagliare gli scones (e ripetere l’operazione con gli avanzi di impasto). Disporre gli scones su una teglia da forno rivestita con carta da forno, lasciando 1 o 2 mm di spazio fra ognuno ma senza che si tocchino. Sbattere l’uovo e spenellare la superficie degli scones. Infornare a 200°C per 15-20 minuti finché saranno leggermente dorati. Sfornare (a questo punto gli scones, che si sono gonfiati, si toccano), staccarli delicatamente e lasciarli intiepidire su una griglia. Servire tipiedi (più buoni! :-P) o a temperatura ambiente, con burro e marmellata.
Nella foto io avevo la clotted cream, ma in Italia non l'ho mai vista e l'ho sostituita creativamente con il mascarpone. Non è la stessa cosa ma con una certa approssimazione sta bene con le focaccine, il tutto completato con confettura di fragole.

I dolcetti
Per finire una selezione di torte in piccoli bocconi, pasticceria assotita, biscotti. Repertorio inglese o internazionale. L'importante è finire in dolcezza!

Sul libricino di Hellen Simpson "Un tè al Ritz" ed. Guido Tommasi Editore potete trovare qualche suggerimento.