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mercoledì 3 dicembre 2008

Cucumber Sandwich


... gentilmente offerto da Aiuola odorosa
Twostella ci ha regalato un dettagliatissimo post sui sandwiches da tè e le loro ricette. Trovandoci a dicembre il cucumber sandwich (sandwich al cetriolo) ha incontrato qualche difficoltà atmosferica per la realizzazione, dando luogo, come dire, a un grande assente. Per fortuna nell'archivio dell'aiuola sono rimaste le foto dei cucumber sandwiches preparati per l'Afternoon Tea Award, così, tra aiuola e giardino abbiamo stabilito di metterle in appendice.
Ecco la ricetta a cui ho fatto riferimento:
1 cetriolo pelato e affettato in lunghezza
pane in cassetta
burro non salato a temperatura ambiente
1 cucchiaino di foglie di menta fresca tritate
succo di limone
sale, pepe nero appena macinato, paprika

Amalgamare il burro morbido con il trito di menta e il succo di limone. Pepare e aggiungere un pizzico di paprika. Mescolare fino ad ottenere un composto morbido e cremoso. Affettare sottilmente il cetriolo. Salare appena le fette e lasciarle perdere acqua per 15'. Pressare il cetriolo asciugando con carta assorbente. Spalmare la crema di burro sul pane, stendere un doppio strato di cetriolo e pepare. Chiudere con la seconda fetta di pane e fare una leggera pressione. Tagliare il bordo e realizzare 3 rettangoli o 4 triangoli. Decorare con rametti di menta e servire subito.Purtroppo per addentare il prossimo cucumber sandwich dovremo aspettare la bella stagione.
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Aiuola odorosa
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martedì 2 dicembre 2008

Striped Sandwiches


Oggi impariamo a fare i tramezzini a regola d'arte, alleati semplici e gustosi anche per un aperitivo. In questo caso trovo più comodo ridurre a bocconcini (come le proporzioni di un salatino di sfoglia 2-3 cm). Per le feste natalizie proporrei salmone e/o gamberetti per stare sul classico :-)
L'Afternoon tea all'inglese prevede anche la versione "adulta" con un calice di champagne iniziale, le bollicine sono perfette per la delicata sapidità dei sandwiches. Per questa occasione e per spezzare la fame una elegante porzione a strisce.
Regola generale: occorre imburrare le fette di pane da un lato (io preferisco un sottile strato di philadelphia), e poi si completa spalmandole con il ripieno desiderato. Si uniscono le fette, si pressano bene. Si coprono con pellicola per alimenti e si lasciano riposare in frigo almeno due o tre ore. Al momento di servire, si eliminano le croste. Si tagliano a listarelle di 7,5 cm (larghe circa 2 cm, regolatevi a occhio, dipende se usate fette di pane o la forma intera).the Ritz's special
The Ritz's special smoked salmon sandwiches*
(per 8 -10 persone)
100 g di ritagli di salmone
150 ml di panna liquida + 150 ml di panna densa (io ho usato 200 ml di panna fresca in tutto)
25 ml di whisky
1/2 di cucchiaino di pepe bianco
1/4 di cucchiaino di noce moscata
50 g fette sottilissime di salmone affumicato
pane nero imburrato
spicchi di limone per il servizio
Tritare finemente i ritagli di salmone, unire la panna liquida. Passare al setaccio. Incorporare sbattendo il whisky, il pepe e la noce moscata. mettere in frigorifero. Montare la panna densa e incorporarla al composto freddo. Spalmare la farcitura sul pane imburrato, sistemare le fettine di salmone, macinare il pepe bianco al momento. Procedere come indicato nell'introduzione.
The Ritz's special egg sandwiches*(per 8 -10 persone)
4 cucchiai di maionese
2 cucchiaini di senape inglese
1 cucchiaino di salsa Worcester
un pizzico di pepe
4 uova sode sgusciate
crescione (o insalatina tenera)
pane in cassetta
Unire tutti gli ingredienti e per ultime le uova tritate grossolanamente. Stendere sul pane imburrato la farcitura, aggiungere uno strato di crescione, richiudere. Procedere come nell'introduzione.
*Le ricette speciali sono tratte da "Un tè al Ritz" di Helen Simpson
Ancora un paio di proposte di twostella ...
Ham sandwiches
pane imburrato
formaggio cremoso fresco
prosciutto cotto normale o affumicato
a piacere un pizzico di pepe nero
Cheddar sandwiches
pane imburrato
formaggio cremoso fresco
cheddar (formaggio media stagionatura: tipo toma piemontese, bra, o raschera)
a piacere un pizzico di pepe nero
Avrete sicuramente notato che c'è un grande assente :-P il cucumber sandwiches, ma per il tè della stagione fredda è impossibile reperire l'ortaggio estivo fresco! Non siamo solo noi a lamentarci ...

Algernon (prendendo su un piatto vuoto, con orrore):
- Dio del cielo! Lane! Come mai non ci sono tramezzini ai cetrioli? Li avevo ordinati espressamente! -
Lane (con gravità):
- Niente cetrioli stamattina al mercato, signore. Mi ci sono recato due volte.-
Algernon: - E niente cetrioli!-
Lane: - No, signore. Neppure a pagarli in contanti. -
Algernon: - Basta così, Lane, grazie. -
Da L'importanza di chiamarsi Ernesto, Oscar Wilde
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Attenzione:
Se passate sul blog Afternoon Tea Award potete lasciare un commento al vostro foodblogger preferito, premiando il migliore menù della raccolta :-) passate entro il 6 dicembre 2008.
Per facilitare, sul blog Afternoon Tea Award, trovate a lato la lista dei partecipanti. Buon voto :-)

domenica 30 novembre 2008

Afternoon Tea Award


by La Frenk di Questioni di gusto
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Allora... Twostella cara, non pensavo di riuscirci... e invece!!! nonostante tutto, nonostante tutti i più simpatici e imprevedibili contrattempi, eccomi finalmente affannata e felice a postare il mio contributo alla tua raccolta.
Si tratta di: una tazza di tè rosso + biscotti cardamomo/ sesamo/ mandarino + triangolini di pane/ Caciomagno/ composta di fichi all'Aceto Balsamico di Modena. Il tè rosso me l'ha fatto conoscere un'amica: mi ha decantato il suo gusto e i suoi benefici e io mi sono lasciata conquistare.
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I biscotti sono un'invenzione estemporanea per l'occasione .-)
Ci vogliono:
farina, 280 g
zucchero di canna, 175 g
burro di soia (ma va bene anche il classico .-) morbido, 150 g
uovo, 1
cardamomo, i semini ridotti in polvere di 10 bacche
semi di sesamo, 2 cucchiai
mandarini, 2 scorzette tritate al coltello
cremor tartaro, 2 cucchiaini
sale, un pizzico
Frullare il burro con lo zucchero fino a rendere l'impasto morbido. Aggiungere il cardamomo in polvere e mescolare. Unire l'uovo, il pizzico di sale, il cremor tartaro, la farina, il sesamo e la scorzetta tritata dei mandarini. Mescolare bene con il cucchiaio fino a ottenere una pasta omogenea. Avvolgerla nella pellicola trasparente e tenerla in frigo per una mezzoretta. Stendere la pasta su un foglio di carta forno lasciandola dello spessore di mezzo centimetro. Ricavare i biscotti della forma desiderata e disporli su una teglia ricoperta di carta forno. Spennellarli con della chiara d'uovo e decorare con una spolveratina di zucchero di canna e semi di sesamo. Lasciar cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa, finchè non si dorano appena. Lasciarli raffreddare. Si conservano per qualche giorno in una scatola di latta.
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E poi ci sono dei triangolini di pane tostato che ho farcito con due acquisti fatti presso la già citata 'Città dell'Altra Economia'. Ho spalmato uno strato sottile di composta di fichi all'Aceto Balsamico di Modena dell'azienda agricola Punto Verde e una fetta non proprio sottile di CacioMagno, un formaggio a pasta molle di solo latte di pecora prodotto dalle Ecofattorie Sabine.
Un po' di corsa e proprio all'ultimo momento, ma ci tenevo proprio a partecipare!!! e poi mi sono divertita parecchio .-))) Grazie Twostella per la bella iniziativa!
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P.S. Dimenticavo: per la musica non mi riesco a decidere. Sfarfalleggio tra Sakamoto, Cesaria Evora, Arielle Dombasle, Henri Salvador, Nina Simone... generi diversi, emozioni diverse... molto dipende dalla compagnia... la musica ecco la sceglierei proprio all'ultimo momento.
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La Frenk
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venerdì 28 novembre 2008

Afternoon Tea Award


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Per dovere di cronaca, devo confessare che il rito del tè è avulso dal mio quotidiano, raramente me ne concedo una tazza, per piacere personale.Al contrario i suoi effluvi, i suoi liquidi e cangianti colori evocano in me, atmosfere rarefatte di pomeriggi ciarlieri con le amiche.
Ai tempi del liceo il tea time era un piacevole intermezzo dei pomeriggi di studio con le amiche, quando la mamma di turno, irrompeva nella stanza sommersa di libri, con il carico aromatico accompagnato dai mitici ciambelloni innevati di zucchero a velo, per ritemprarci delle energie (allora) inesauribili.Sono passati gli anni, ma per me ancora il tè ha questo potere di complice convivialità amichevole, anche se poco canonico nel rituale, per via dei ritmi di vita convulsi e dei sempre più ridotti spazi di relax da ritagliare.

Tuttavia se dovessi organizzare un tea time, curato come Twostella suggerisce, sarebbe immancabilmente con le amiche, sulle note del cantore dello spirito (come lo definisco io) e la scelta del tè sarebbe affidata all’esperta del gruppo (fermo restando le mie scorte di classico tè al limone, al bergamotto, alla liquirizia …) da sorseggiare gustando una ciambella al limone, delle crostatine di crema al bergamotto, delle crostatine croccanti, una crostata piramidale alla frutta, senza trascurare dei panini al burro da addolcire con confettura d’uva nera o confettura d’uva bianca e predisporrei delle golose ciotoline con ciliegie sciroppate.

Per completezza, volendo soddisfare i palati amanti del salato, non potrebbero mancare dei tramezzini con burro o formaggio cremoso, foglie di lattuga o radicchio e confettura di pere al peperoncino o confettura di melone alla salvia, dei crostini laccati con olio aromatizzato al sambuco e delle focaccine bianche per accompagnare le sfiziose olive schiacciate (poco british ahimè!)Il tutto per un abbandono in un’oasi pacifica di chiacchiere in libertà e risate o scambio sulle ultime letture o i film appena visti…Mi sento ispirata, corro a radunare le amiche: saranno disponibili?
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lenny
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L'ora del tè

by il_cercat0re di Mani in pasta

L'ora del tè è un momento importantissimo della mia giornata. In realtà di ore del tè ce ne sono molte, in quanto non bevo ne' latte ne' caffè e con esso sostituisco tutto il resto...
Alla mattina appena sveglia, colazione con tazzone gigante per darmi la sveglia, appena arrivo in ufficio un bel tè per azionare l'effetto scongelamento e far sciogliere i blocchetti di ghiaccio conseguenza del viaggio in scooter, a metà pomeriggio tè per staccare dal pc qualche minuto, dopo cena tè per rilassarsi prima di andare a dormire.

Il mio tè preferito è legato a un bel ricordo di viaggio a Londra: tè con pezzettini di mela di Drury.Mi piace molto anche un tè all'arancia dolce che i miei amici mi hanno portato da Madrid (Teashop).
Ottimi anche i tè della Twinings all'arancia e cannella, alla mela, uvetta e cannella (introvabile) e alla vaniglia.

Ogni tazza è condita con la punta di un cucchiaino di miele.

Per il mio tea time ho pensato di mettere insieme alcune ricettine pubblicate nel corso del tempo.Ecco il menu... Iniziamo dai sandwich! Qualcuno potrebbe obiettare che dei sandwich “alla mortazza” (http://maniinpasta.myblog.it/archive/2008/11/24/sandwich...) non sono proprio adattissimi a un delicato e un po’ snob tea time pomeridiano, ma vi assicuro che noi li abbiamo mangiati e sono così buoni che dopo il primo morso scompare ogni scrupolo …
Per i biscottini, potete scegliere tra questi cuoricini alla panna (http://maniinpasta.myblog.it/archive/2008/07/29/cuoricini-alla-panna.html) e delle lingue di gatto (http://maniinpasta.myblog.it/archive/2008/11/24/lingue-di-gatto.html) aromatizzate con mandorle e limone.
Una bella confettura? Questa di pesche è perfetta (http://maniinpasta.myblog.it/archive/2008/07/03/marmellata-di-pesche.html) e sta bene coi biscottini di prima.
Poi ci vuole anche un bel dolce… per esempio uno al cioccolato (http://maniinpasta.myblog.it/archive/2008/05/20/dolce-al-bacio.html), perché non c’è niente di meglio che bere del tè sul cioccolato!

È un menu troppo corposo? Forse si, ma facciamo conto che vi invito tutti quanti, così, un assaggino qua uno là e nessuno fa indigestione…
Il tema della giornata potrebbe essere questo bel libro che ho appena finito di leggere (fra qualche giorno vi posto anche la recensione): Estasi culinarie di Barbery Muriel, di cui vi riporto un brevissimo brano in cui si parla proprio di tè e dolci:
“Quando, finalmente sazi e un po’ storditi, scostavamo i piatti, e per riposarci cercavamo uno schienale di cui la panca era sprovvista, il cameriere portava il tè, lo versava secondo il rituale consolidato e poggiava sul tavolo ripulito al volo un piatto di corna di gazzella. Nessuno di noi aveva più fame, ma è proprio questo il bello del momento dei dolci: tutta la loro raffinatezza si coglie solo quando non li mangiamo per placare la fame, solo quando l’orgia di dolcezza zuccherina non soddisfa un bisogno primario, ma ci ricopre il palato di tutta la benevolenza del mondo”.
E un bel sottofondo musicale saranno senz’altro le melodie suonate da Giovanni Allevi… per esempio il suo album Joy.
Che ne dite?Venite a trovarmi per un tè in compagnia?
Con questo post partecipo all'Afternoon Tea Award di Twostella
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il_cercat0re
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giovedì 27 novembre 2008

AFTERNOON TEA FOR TWO FOR THE CHERRY'S GARDEN IN A WEDNESDAY NIGHT!


by Dida70 di gliamorididida, se passate dal suo blog, potrete sbirciare altre foto

Eccomi ... ci sono anche io ... in extremis, ma ce l'ho fatta, con questo post vorrei partecipare all'iniziativa di Twostella:
Le regole per il Afternoon tea Award sono semplici: 1) indicare la miscela preferita di tè o caffè; 2) proporre uno o più tramezzini a piacere; 3) variazioni sul tema scones ovvero pane o facaccine dolci e confetture preferite; 4) dolcetti: pasticcini, torte, biscotti, ecc... 5) proporre un libro, una poesia, un film di cui vi piacerebbe chiaccherare o una musica per l'atmosfera.
Ci tenevo tantissimo a preparare il thè per Twostella e, non riuscendo ad organizzarlo per il pomeriggio con mamma e amiche come mi sarebbe piaciuto, ho proposto a mio marito un "dinner tea", un modo diverso di cenare che, devo dire, è stato accolto con molto piacere. La calda accoglienza di questa tavola apparecchiata con il servizio 'buono' e la tovaglia che di solito tengo stipata nel cassetto, hanno dato una particolare nota intima alla serata che abbiamo apprezzato molto!
Siete tutti invitati e intanto mentre l'acqua bolle ... ... ci gustiamo dei tramezzini spalmati di maionese con salmone affumicato e cetriolini e altri con insalata di pollo, un panino al latte ancora caldo di forno con prosciutto cotto e una cremina di mascarpone e noci tritate ...
... ed ora vediamo quale miscela provare ... dunque c'è un classico Earl Grey della Twinings e tre varietà tutte provenienti dal commercio equo e solidale, thè nero aromatizzato alla vaniglia, il mio preferito, una vera e propria coccola da gustare con un goccio di latte, se vi va ... oppure provate un Ceylon Assam o un profumatissimo thè bianco in foglie ...

... bhè, ora ci vorrebbe proprio un dolcetto, non trovate? ... non so qualche pasta frolla all'olio ricoperta di cioccolato o uno di questi biscottini morbidi al profumo di limone ...
... a me farebbe piacere gustare anche qualche tartelletta con marmellata di pesche ...
... o una fetta di questa morbidissima torta al profumo d'arancia ...
ascoltando le calde voci di Ella Fitzgerald, Louis Armstrong e Billie Holiday ... discorrendo magari di questo libro che sto rileggendo per l'ennesima volta perchè nei prossimi giorni vorrei proprio provare una delle tante ricettine ...

... anche se, quest'atmosfera, il thè, i pasticcini, la calma che ci infonde, non possono non riportarmi all'epoca letteraria che preferisco e alle mie amate scrittrici del pre-romanticismo inglese ...
La ricetta dei panini al latte la trovate qui, quella dei pasticcini di frolla all'olio qui.

Biscottini morbidi al profumo di limone
La ricetta originale di questi è della mitica Panettona, ma non è un suo post, bensì una ricettina che lei diede in un commento a non mi ricordo più chi, io l'ho un pò modificata:
150 gr farina di mandorle
50 gr nocciole tritate finissime
5o gr farina di cocco
175 gr zucchero
2 albumi
la scorza grattugiata di 1\2 limone
nutella per il ripieno
granella di mandorle
Lavorare tutti gli ingredienti, coprire l'impasto e far iposare 10 minuti. Formare delle palline, schiacciarle un pò tre le mani e al centro mettere un pochino di nutella, ridare la forma e passare nella granella di mandorle, posare su una teglia ricoperta di carta da forno e infornare a 175° per 15\20 minuti. Sono deliziosi ...

TORTA AL PROFUMO D'ARANCIA
La ricetta della torta al profumo d'arancia è di Lalla, io ho cambiato giusto qualcosina
250 gr ricotta fresca
250 gr zucchero
250 gr farina 3 uova
1\2 bicchiere di latte
il succo di un'arancia
scorza di 1 limone
scorzette d'arancia candite
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
ho messo nell'impastatrice le uova intere e lo zucchero e fatto montare per bene, poi ho aggiunto la ricotta, il latte, il succo d'arancia e la farina poco per volta con il sale, la buccia di limone e le scorzette e per ultimo il lievito, amalgamato bene il tutto e versato nello stampo imburrato. Infornato a 180° per 30 minuti circa. Una volta fredda l'ho spalmata con della gelatina di albicocca che avevo fatto sciogliere con un pò d'acqua calda e guarnito con le scorzette d'arancia che avevo già glassato prima con del cioccolato fondente fuso.
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Dida70
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martedì 25 novembre 2008

Tea Party

Made by Imma di Caffeine for Two, da lei trovate anche le foto delle golose proposte :-)

Anche se non sono un'amante del te', sono da sempre stata affascinata dal rituale inglese del te' al pomeriggio. Cosi' la proposta di Two stella di ricreare un menu' che ruoti intorno ad esso, mi ha veramente entusiasmata! E vi partecipo volentieri, anche se a cosi' pochi giorni dalla scadenza!

Le regole per il Afternoon tea Award sono semplici:
indicare la miscela preferita di tè o caffè
proporre uno o più tramezzini a piacere
variazioni sul tema scones ovvero pane o facaccine dolci e confetture preferite;
dolcetti: pasticcini, torte, biscotti, ecc...
proporre un libro, una poesia, un film di cui vi piacerebbe chiaccherare o una musica per l'atmosfera.

Ecco dunque la mia versione del tea party.

Innanzitutto, sostituisco il te' con un bel caffe', perche' nonostante in dispensa ne abbia diverse varieta' (ho persino un te' egiziano alla liquirizia), proprio non riesco a berlo!!! E, sebbene sia un'amante dell'espresso, penso che per un party sia piu' appropriato un caffe' lungo, ovvero quello americano che si sorseggia come un te' e concede lungo tempo per i gossip!!!!
Il tramezzino che invece mi piacerebbe offrire e' molto semplice da fare, ma molto saporito. Lo chiamero' TRAMEZZINO TUSCANO.
La ricetta/non-ricetta (perche' senza dosi precise), infatti, l'ho rubata a mia cugina Angela 21 ani fa. Si, avete capito bene!!! A quel tempo sono stata ospite a casa sua, a Tuscania (VT) per circa un mese, durante il quale ci fu una festa e lei, bravissima ai fornelli, preparo' questi veloci tramezzini. In pratica, si frulla del tonno con della giardiniera di verdure (sottaceti misti) e si amalgama il tutto con un po' di maionese. Stendere su pane a cassetta, coprire con un'altra fetta e tagliare a triangoli.

Per quanto riguarda gli scones, mettero' la ricetta piu' tardi (work in progress!!!); mentre vi ripropongo la marmellata di cranberry al profumo di arancio per accompagnare gli scones.

Per chi invece ama i sapori nostrani, vi ripropongo due classici delle sorelle Simili che ho rivisitato (e con entrambi si sposa bene la marmellata di mirtilli!!!)
L'angelica alla cannella

I biscotti all'anice

Infine, se dovessi scegliere un film o un libro di cui parlare, nonostante abbia l'imbarazzo della scelta, riproporrei il libro che ho scelto per il bookclub, perche' ha fatto scaturire una bella chiacchierata, molto intima e sincera, tra noi donne: Eat, pray and love.

Spero che questa iniziativa di Two stella inspiri tutte noi ad organizzare un vero tea party con i nostri amici e la nostra famiglia: penso che non e' mai abbastanza il tempo che spendiamo con chi si ama.
Buon tea party a tutti!!!
Imma

Afternoon tea



Kat ci invita a prendere il tè dai Cuochi di carta
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Tradizione vuole che, nelle nostre zone alpine, Santa Caterina porti la farina, ovvero la neve.E così è stato, con abbondanza e un paio di giorni d'anticipo. Siccome la santità non fa parte dei miei progetti, vi accontentate se vi offro un tè? Magari un high tea, ovvero una merenda sinoira all'inglese.
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Twostella ha generosamente fissato la data di scadenza del suo Afternoon tea award al 30 novembre, se mettete subito l'acqua sul fuoco e accendete il forno, fate ancora in tempo a partecipare anche voi ;-)
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Oltre alla foto vorrei citare anche le semplici regole dell' Afternoon tea Award proposto dal Giardino dei ciliegi:
1) indicare la miscela preferita di tè o caffè;
2) proporre uno o più tramezzini a piacere;
3) variazioni sul tema scones ovvero pane o focaccine dolci e confetture preferite;
4) dolcetti: pasticcini, torte, biscotti, ecc...
5) proporre un libro, una poesia, un film di cui vi piacerebbe chiacchierare o una musica per l'atmosfera.
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L'atmosfera, iniziamo dall'atmosfera ;-)
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In sottofondo propongo Radio Suisse Jazz, una meraviglia satellitare che ha un'unico difetto: da quando l'abbiamo scoperta grazie all'amico Stewart, tutta l'altra musica langue in silenzio sugli scaffali.
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Nelle tre teiere metterei :- Margaret's hope, un Darjeeling del Palais des thés dall'aroma così nitido e pulito da potersi apprezzare anche di pomeriggio. L'avevo acquistato per fare un regalo fighetto e invece mi ha fregata e conquistata.- Tè della sera de L'Aviatore (Oolong, tè verde, fiori di malva, arancio e gelsomino) per me che non vado più tanto d'accordo con la teina. Tendenzialmente si trova in erboristeria, anche sfuso.- Lanpsang souchong, per poterlo almeno annusare.
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E nei piattini, cestini, ciotoline... :
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Da cuocere la sera prima :- Pan DI noci , un soda bread molto versatilee le Tortine allo yogurt di Elvira.
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Da preparare anche questi la sera prima:- Burro fatto in casa ( grazie Paoletta per il metodo fotografato passo passo)- un assortimento di marmellate sfiziose (per le arance è un po' presto ma ci starebbe bene una marmettura di arancarote) e almeno due vasetti di miele, magari uno di castagno e l'altro, più tranquillo, di lavanda o tarassaco.- l'impasto del Pan brioche
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Poco prima dell'ora del tè, infornerò, nel forno già caldo della cottura del pan brioche :- un cesto di muffins cioccarancio (ancora grazie Elvira)e, per chi soffrisse di intolleranze ai latticini, gli Scones alternativi di Clea.

Secondo me dovrò però contendere il forno e l'impastatrice a Remy che moooolto probabilmente preparerà solo cose salate tipo queste ;-) Vorrà dire che, volendo evitare anche il grano, farò delle cialdine al kamut sulla piatra oppure gli Spumini al vapore del Madagascar. O magari entrambi, croccanti i primi, morbidosi i secondi ma entrambi dotati di profonde affinità elettive con le confetture
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E quando non avremo la bocca piena potremmo anche esercitarci nella piccola filastrocca che ho anticipato a Twostella :
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"a host of hives, a swarm of bees, bring sticky honey for your teas".
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Tradotto letteralmente significa "un brulicare di api, una schiera di arnie portano l'appiccicoso miele per i tuoi tè ".
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What about a nice cup of tea?
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Kat

lunedì 24 novembre 2008

Il mio "tea time"


by Mariluna di Via delle rose dove trovate altri scatti per l'ora del tè :-)

Da piccolissima ho incominciato ad apprezzare il thé, era l'early grey, che bevevo con una fettina di limone e tanti biscotti plasmon dentro, quanto mi piaceva!!!! Era la mia prima colazione. Non amavo il latte , non volevo l'orzo e l'unica bevanda calda che mi dava piacere era proprio il thé. Ho smesso da più grandicella, quando l'ho sostituito con il cappuccino, ma il thé resta sempre la mia bevanda preferita del pomeriggio, della sera e sopratutto della convivialità. L'abitudine, oramai, da anni, di prendere il thé, al riestro a casa, nel pomeriggio, l'estate per rinfrescarmi bevendo un thé alla menta o al bergamotto, in inverno per riscaldarmi, rilassarmi finalmente, con il calore di un thé al caramello, alla vaniglia, alla liquirizia, ma anche un semplice thé bianco dal gusto molto delicato , con una nota di gelsomino.

Solitamente la domenica pomeriggio, io e mio marito, rilassati ad una piacevole lettura, ci prendiamo una tazza fumante di thé inglese , in questo caso, un English breakfast classic, una miscela di thé nero di Ceylan dal gusto molto pronunciato, un thé ricco di teina, molto adatto alla prima colazione addolcito con una lacrima di latte. Non mancano mai i dolcetti di accompagnamento, anche perché io amo bere il thé senza zucchero, adoro mangiare degli scones spalmati di burro ai semi di papavero e dei pancakes allo yogurt profumati alla vaniglia con del miele di girasole. Alcune volte alzandoci tardi, la nostra prima colazione diventa un vero e proprio brunch dove non mancano i panini caldi e dei toast con fette di salmone affumicato, formaggio brie ,che adoro particolarmente.

Le foto sono scattate in due momenti diversi della giornata una al mattino per la prima colazione l'altra al pomeriggio per l'appuntamento delle 5,00. ( La verità é che avevo qualche difficoltà a scegliere le foto da mostrarvi per cui ho scelto i due momenti, simili ma con diverse sfumature).
Partecipo con questa ricetta alla bellissima iniziativa di Twostella Afternoon tea award

Pancakes allo yogurt
2 yogurt 150 g. di farina 1/2 sacchetto di lievito per dolci un pizzico di sale 1 sacchetto di zucchero vanigliato burro.
Mescolare tutti gli ingredienti insieme, con un cucchiaio di legno, rendendo l'impasto morbido e omogeneo.Cuocere sul gas non troppo forte, in una pentolina piccola, spennalarla di burro fuso, versare un cucchiaio di pasta per formare una piccola crepe, appena si formano delle piccole bolle sulla superficie, girarla dall'altra parte e cuocere per un minuto. Proseguire con il resto della pasta per circa 16 piccoli pancakes. Servire caldi con delo sciroppo d'acero o con del miele o anche con del cioccolato fuso.
En français, s'il vous plait.

Pancakes au yaourt
Pour 16 pancakes 2 oeufs 150 g. de farine 2 yaourts une pincée de sel un sachet de sucre vanillé un demi sachet de levure chimique

Melangez tous les ingrédients dans un bol avec une cuillére en bois, mettre du beurre dans une poêle versez un peu de pâte pour former une petite galette, attendre que des petites bulles vont se former à la surface et retournez-la , la faire cuire un minute. Servir les pancakes avec du sirop d'erable, du miele ou, encore mieux avec du chocolat noir fondu.
Mariluna

giovedì 20 novembre 2008

Tea Time

E' arrivato il Tea Time per Elga di Semi di Papavero, sul suo blog troverate altri gustosi scatti!

Il momento del tè è estremamente personale e soggetto ad abitudini di una famiglia, ai tempi che abbiamo a disposizione, agli umori e gusti. Se mi posso concedere una tazza di te in solitudine, come vi ho fatto vedere qui, ben venga, ma se l'appuntamento coinvolge tutta la mia famiglia la situazione cambia e devo ricorrere ad una qualita di tè diversa, e ad un accompagnamento che possa soddisfare le aspettative di tutti. L'Earl Grey è una qualità di tè che piace , aromatizzato con l'olio estratto dalla scorza del bergamotto, conferisce quel gusto fruttato alla bevanda che conquista anche il palato dei più piccoli. Questa volta servito nei bicchieri di vetro.

Per accompagnare questo momento, sulla tavola ho messo a disposizione varie scelte, dai frollini al burro da spalmare con un velo di marmellata di arance, ai sandwich imburrati, ai croissant, al pane alla frutta spalmato con ricotta e purea di mele, ma procediamo con ordine..I frollini al burro non possono mancare in casa mia, fedeli alleati per merende in extremis, ma buoni soprattutto se acquistati di ottima qualità. La marmellata da accompagnare in questo caso è di arance, ma nulla vieta di associarne un'altra di maggior gradimento. Personalmente, da inguaribile golosa, mi piace trovare anche pezzetti di burro, da spalmare insieme alla marmellata o da solo sui biscotti.

I sandwich sono panini al latte homemaid, leggermente imburrati e farciti di morbido prosciutto crudo. La ricetta che ho utilizzato per prepararli è finora in assoluto quella che mi ha soddisfatto maggiormente. Escono dei soffici e profumati panini, che tra l'altro rimangono tali anche una volta scongelati, non molli e pesanti, insomma praticamente come quelli del forno, dove infatti non vado più a comprarli!! La ricetta la trovate qui

I croissant, fragranti e riusciti perfettamente, come paternità di ricetta appartengono a Francesca, che non delude mai con le sue idee veramente infallibili. Ti ringrazio di cuore:)) Lei, li aveva farciti con crema e nutella, io ho utilizzato della marmellata di lamponi in alcuni e in altri del miele. Sono veramente deliziosi, la ricetta la trovate qui.

Il pane alla frutta è un'altra ricetta che ho scopiazzato, precisamente qui, e che non ho abbandonato! Questi panini aromatizzati con mirtilli rossi, ma va benissimo anche uvetta o altra frutta disidratata, e tè alla rosa ( o acqua di rose), hanno un gusto delicato che si armonizza benissimo con una leggera farcitura di ricotta vaccina e purea di mela. La ricetta è in francese, io non lo parlo ma sono riuscita ad intuire il processo di preparazione, Doria, scrive in maniera abbastanza essenziale e chiara. Lei consiglia di utilizzarli come colazione al mattino leggermente imburrati e spalmati di marmellata, e io ho provato, mica potevo deluderla:) ma di questo parleremo più avanti!

La crosta di questo pane risulta croccante e dolce, mentre la mollica compatta e non troppo umida è golosamente intervallata dai cranberries. Perfetti anche dopo un passaggio in freezer.

L'accompagnamento che trascina il nostro tea time in famiglia sono le chiacchere, e magari una musichetta in sottofondo, che piaccia ai bambini naturalmente! Vi lascio trasportare dalla vostra immaginazione tra canzonette delle Winx, Scooby Doo, Looney Tunes e via dicendo, ma devo essere sincera...le bimbe non disdegnano Giovanotti, Negrita...chiamamole intenditrici:) Io se riesco mi consolo guardando uno dei miei libri di ricette, mi rilasso, vago con la fantasia e magari insiem programmiamo i prossimi biscotti da preparare!

Ecco il nostro tea time!
Questo, Twostella, è per te e per la tua interessante iniziativa del Tea Award!
Elga di Semi di papavero
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martedì 18 novembre 2008

Afternoon Tea Award de Il giardino dei ciliegi

Ecco il tea di Elle di Vegolosa
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Accolgo con entusiasmo la proposta lanciata da Twostella del blog Il giardino dei ciliegi e preparo anch' io il tè delle 17.
Il regolamento è il seguente (copincollo dal post di Twostella, per cui virgoletto il tutto)..
" Le regole per il Afternoon tea Award sono semplici:
1) indicare la miscela preferita di tè o caffè;
2) proporre uno o più tramezzini a piacere;
3) variazioni sul tema scones ovvero pane o facaccine dolci e confetture preferite;
4) dolcetti: pasticcini, torte, biscotti, ecc...
5) proporre un libro, una poesia, un film di cui vi piacerebbe chiaccherare o una musica per l'atmosfera.
Insomma componete a piacere il menù rispettando i vostri gusti (anche per chi ha intolleranze alimentari o per vegetariani, ecc), seguendo le vostre ispirazioni, anche solo in versione salata o solo dolce, appena mi segnalate la vostra/le vostre proposte metterò il link che rimanda al vostro blog. Se non avete un blog indicate le vostre idee nei commenti e vi ospiterò io. " SCADENZA: 30 novembre
La mia miscela di tè preferita è il tè bianco.. non sarà originale, ma mi piace moltissimo. Per i tramezzini, offrirei molto volentieri dei tramezzini " Roberto" ( sono vegan, ve lo segnalo) spalmati di burro di arachidi e richiusi; altri tramezzini con maionese di riso, affettato vegetale e poco tofu affumicato affettato a listerelle sottilissime e richiuso; altri tramezzini con pomodorini confit fatti in casa.
Per quanto riguarda i dolcetti, offrirei sfogline alle mele e cannella, dolcetti di riso soffiato, pasticcini di frolla variamente guarniti. Inoltre, fette biscottate vegan con le mie marmellate ( albiccocca, ciliegia, arancia).. anzi, no.. fette biscottate vegan più il mio pane fatto con lm.
La musica che vorrei ascoltare e fare ascoltare è quella del "vecchio" Pino Daniele ( nel senso, le vecchie canzoni di Pino Daniele) in sottofondo.
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Elle

lunedì 17 novembre 2008

Il mio afternoon tea

Cosa ci propone Elisabetta di Panemiele.blog?

Partecipo con grande piacere all'Afternoon tea award ideato da Twostella del blog Il giardino dei ciliegi. Non sono una vera cultrice del tè, avevo già avuto modo di parlarne. E' una bevanda che mi piace, ma conosco poco di questo affascinante universo, e la pigrizia mi tiene lontana dal mettere in pratica in maniera costante il rito dell'afternoon tea.Però ho i miei preferiti: il lemon-honey di Ctm Altromercato (che è un tè nero), e il Marco Polo rouge di Mariage Frères (un rooibos, senza teina, profumato con fiori e frutti rossi). Di solito bevo il tè da solo, senza accompagnamento di cibi, anche se di pomeriggio. Con l'eccezione della domenica, perché la domenica è un giorno diverso dagli altri. Se siamo a casa il pranzo è una sorta di brunch tardivo (consumato verso le 13, spesso a base di focaccia salata o altri panini fatti in casa, verdure crude e cotte, rillettes, frutta, torta). E d'inverno, verso le 17, il tè si accompagna a dolcetti misti e tartine, cosicché talvolta si trasforma in una cena anticipata.L'ideale, per me, è avere una torta al cioccolato, che è perfetta anche con il caffè: per esempio questa, oppure questa. Biscottini appena sfornati, come quelli della ricetta in calce a questo post, oppure i classici melting moments. Pane fatto in casa, o acquistato da un fornaio che lavori bene per davvero, con burro e marmellata di arance; per chi preferisce il salato, lo stesso pane con un velo di pasta di acciughe (so che qualcuno storcerà il naso, inorridito. Ma ho detto proprio un velo! si deve sentire appena), o dei classici toast prosciutto e formaggio, tagliati a quadrettini e serviti con un'oliva infilzata sopra.E poi, amici con cui chiacchierare e tirare sera, cosicché l'afternoon tea diventi aperitivo e, perché no, cena informale. Convivialità e relax, prima di essere riassorbiti dagli impegni che si ripresentano puntuali il lunedì mattina. Oh, non fatevi strane idee: questi momenti capitano di rado. Molto più spesso la mia domenica pomeriggio è un susseguirsi di: hai finito i compiti? ti sei fatto la cartella per domani? chi entra in doccia per primo? stasera a letto presto! e via così...
Biscotti morbidi al cocco con miele e yogurt
Ingredienti per 40 pezzi:250 gr di farina tipo 0080 gr di cocco disidratato150 gr di yogurt bianco intero100 gr di miele dal sapore sostenuto (erica, rovo, eucalipto)10 gr di lievito per dolciLavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Staccarne dei pezzettini grandi come una noce, farne delle palline, porle su una teglia unta e infarinata (o foderata di carta da forno), schiacciarle leggermente. Preriscaldare il forno a 175° e cuocere i biscotti per 20 minuti. Spegnere e lasciare che i biscotti si raffreddino nel forno, per 5 minuti con lo sportello chiuso, poi mezzo aperto. Così si asciugheranno bene, pur rimanendo morbidi (grazie allo yogurt e al lievito).Questi biscotti non sono particolarmente dolci, per renderli più graditi ai super golosi, si possono spolverarizzare di zucchero a velo, o oppure glassare.Non contenendo né burro, né uova, né zucchero, sono perfetti per chi è a dieta.

Elisabetta di Panemiele

sabato 15 novembre 2008

Sostiene mia madre ... (diario di una fedeltà)


Claud di Tre colombe in testa

...che farmi bere il latte da piccola era una impresa impossibile. Scalciavo e tiravo pugni, piuttosto di berlo e fui quindi addomesticata ad un rapido svezzamento a colpi di... minestrine! Trentasette anni fa esistevano di certo già omogeneizzati e creme per i neonati e sicuramente erano in vendita nel minuscolo negozio di quartiere che a me dal passeggino pareva un megastore, ma a nessuno degli adulti di casa venne in mente di interrompere le frugali tradizioni familiari. Rimaneva il dubbio su cosa infilare nell'imbuto, pardon, biberon alla mattina e alla sera. I pediatri allora erano conoscenti occasionali sprovvisti di tabelle zeppe di percentili ed io ero un bebè intollerante senza saperlo: non opponevo però alcuna resistenza per la più antica delle bevande. Tè.
Ci ho messo molti anni prima di capire che il latte è per i vitelli (nel senso che ho a più riprese tentato l'avvicinamento ai latticini, mangiandone pure parecchi)... ma d'istinto capisco che il tè mi appartiene visceralmente. Governa i miei ritmi circadiani. Mi riscalda e mi rinfresca. Coccola quanto un abbraccio e... disseta!Come capita per molte passioni, non vado tanto per il sottile. Certo mi piace buono. Mi piace assaggiare e scoprire nuove sfumature organolettiche; per molto tempo ho ordinato tè sfuso in quasi ogni parte del mondo. Ora come ora mi interessa principalmente berlo. Punto!Esiste una forma di dipendenza dal tè? Secondo me sì. Secondo me io ce l'ho. Di brutto. Uh, come me la godo!

Qualche tempo fa Twostella ha proposto un Afternoon Tea Award. Partecipo volentieri, ma ammetto di aver interpretato (eh, ma va?!) a modo mio... cioè io non sono una da tè per le signore...
"Non c'é cosa più delicata del complesso congegno che è una donna (vero però che pure gli uomini stanno ingarbugliati, sovente, NDS=nota dello scrivente; tratto da p. 209 di Tè & Tisane, 125 ricette di infusi caldi e freddi, Vallardi Ed.) (...)": io curioso fra fantastici banchetti per il tè delle cinque, bevo spesso tisane di ogni contenuto/consistenza, ma di fatto anelo solo una tazza di tè! Ho provato a pensare a cosa mi obbligherebbe un minimo di dovere di ospitalità, se non offrissi (come invece accade) sempre e solo tè... e questo è il risultato!
Allora per un tea time della pianura (con indicazione dei tempi di preparazione):

in primo piano: marmellata di albicocche (annata 2004!) della zia Vittorina, albicocche dell'albero del suo consorte, zucchero di canna integrale (metà peso rispetto alla frutta) e cottura nel Bimby (tempi di preparazione: tre minuti... apri barattolo, versa marmellata!) .. il contrasto con la piadina croccante e saporita è fantastico!;dietro a sinistra: foglie di acero, fiori e sakura croccanti di piadina romagnola all'olio extravergine d'oliva (tagliata con stampini giapponesi; tempi di preparazione: dieci minuti per tagliare e tre per cuocere i fiorellini!) davanti a destra: sandwiches (pane di segale con semi di sesamo e lino) con affettato di seitan e (pochissima) salsa di tahin e arame*; Tè verde gunpowder (manca una tazza... la mia! L'ho bevuta di già...)
*tahin (crema di sesamo), un po' di acidulato umeboshi, alghe arame cotte in poca acqua senza sale aggiunto.

venerdì 14 novembre 2008

Afternoon tea da Astro

Siamo invitati a casa di Astrofiammante di Mangiare è un po' come viaggiare
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Più che il tè io preferisco gli infusi, profumati di frutta e talvolta alle spezie. Per questa occasione ho scelto l'infuso alla mela, mandorla, ibisco e rapa rossa, (tocchetti tutti biologici), e il tè matcha, trasformato in tè matchappuccino. Il momento del tè/infuso, per me è sinonimo di chiacchere fra amiche, infatti invito qualcuno e ci si racconta di tutto un po', si parla delle ultime cose successe o di quello che vorremo fare, tutto con calma e comodamente sedute, la tavola preparata con qualche fiore, le tazze del servizio "buono" e con te caldo, biscotti, e dolcetti. Per questa volta ho fatto anche un tramezzino, ma a dir il vero rimango dell'idea che il tè lo preferisco con i sapori dolci.
Il sottofondo di musica con la vie en rose cantata da Celine Dion o musica blues di Etta James con At Last, che potete sentire dall'ascolta con me su a destra...... e magari scambiandoci i titoli degli ultimi libri letti. Insomma un pomeriggio di chiacchericcio puro, per partecipare alla bella idea di Stellina.
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Per accompagnare il tè, ho preparato, un completo di scarpe, borsa e vestitino a fiori............commestibili, con dei classici frollini a cui però ho aggiunto i tocchetti dell'infuso, dandogli così un profumo molto caratteristico e dei cestini alla crema di ricotta e cioccolata bianca, delle mele alla cannella e mandarini seccati, da sgranocchiare, più un tramezzino con pane di segala.
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Ingredienti :
Per i biscotti e i cestini in cui ho messo la crema di ricotta.: 200 gr.di farina, 100 gr. di burro, un tuorlo, 75 gr. di zucchero e un pizzico di sale, e i tocchetti che ho usato per l'infuso. Frolla copiata da Loryyy (usando metà dosi)
Per la crema : 150 gr. di ricotta freschissima, ma asciutta, un albume, 2 quadrotti di cioccolata bianca, 2 cucchiai di latte condensato, 30 ml. di latte, 2 bacche di cardamomo, e un foglio di gelatina, gelatina di melograno per contorno.
Preparazione : impastate la frolla e mettetela a riposare in frigo, sbattete la ricotta con il latte condensato da rendere tutto ben omogeneo, fate sciogliere la cioccolata nel latte e aggiungete la gelatina già ammollata e strizzata e i semi di cardamomo, filtrate, lasciate raffreddare e versate nella ricotta mescolando bene. Montate l'albume a neve ben ferma e unitelo alla ricotta. Riempite i cestini e decorate con frutta secca, goccie di ciocc. fondente o frutta fresca e la gelatina di melograno tutt'intorno.
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Per la frutta essicata, tagliate le fette di mandarino e di mele, quest'ultime spolverizzatele di cannella e lasciatele stese su un telo ad asciugare, per sveltire il procedimento mettetele in forno al minimo calore, per qualche giorno con lo sportello appena aperto.
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Per matchappuccino, scaldare mezza tazza da tè di acqua e versatevi due cucchiaini (da caffè) di tè verde, sbattere fino a ottenere una schiumetta, (io ho usato uno sbattitore a pile) eseguire lo stesso procedimento con il latte per fare la schiuma, e versarla al centro del tè.
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Per il tramezzino : pane di segala, un po' di philadelfia mescolato ad una fettina di affettato di arrosto di tacchino sminuzzato, con un pizzico di sale affumicato e una fogliolina di insalata.

domenica 9 novembre 2008

Tea for Two di Acquaviva


Il mio tè per Twostella di Acquaviva

Sono affascinata da molteplici aspetti della tradizione inglese e più che nelle tea room dei grandi hotel di lusso londinesi preferisco rifugiarmi nei piccoli cottage persi nella campagna, meglio se con roseto annesso, ad osservare i gruppetti di anziane amiche o le signorili coppie che lì si ritrovano a consumare un rito di civiltà.
Non cito in questa sede la cerimonia del tè giapponese Cha No Yu, che parla in realtà più di ospitalità che di convivialità (e per i Giapponesi c'è una grossa differenza), ma racconto del fascino armonioso di una sala da tè di Kioto dove mi ha accompagnato un'amica del luogo. La padrona di casa ogni pomeriggio apriva al pubblico, prevalentemente femminile, due stanze al piano terra della sua dimora per servire eleganza e pacatezza, gelatine trasparenti e delicatissimi dolcetti wagashi, Sencha fumante e tè freddo di orzo tostato Mugicha.
Due ritualità parallele, innegabilmente distanti in tutto, tranne nell'orgoglio di essere isole uniche e di avere tradizioni di civiltà secolare. In comune c'è forse il desiderio di eccellenza nell'ospitalità ed il rispetto per la delicatezza dei gesti. Entrambe le atmosfere sono per me difficili da ritrovare a casa, dove prima di tutto mi manca il tempo per dedicarmi con la dovuta cura a questo piacere.
Ma se penso ad una domenica pomeriggio d'autunno avanzato, ad amiche come te che sanno apprezzare la storia di una vecchia tazzina Rose of Engand e quel drizzle sottile che aiuta l'aria a profumare di Inghilterra, con un taglio prettamente anglosassone tutto diventa più semplice... Riservo la pura esperienza giapponese al prossimo incontro e ti apro le porte del mio “tè delle cinque”, con una leggera contaminazione tra Gran Bretagna e Giappone che riemerge qua e là, spezzando di fatto l'armonia codificata dientrambee le tradizioni per ritrovarne una mia personale.
Sul vassoio di lacca rossa stanno un bollitore giapponese tetsubin di ferro ed un nido di tè Tuocha nella sua carta istoriata, regalo di un'amica dello Yunnan cinese, senza zucchero ne' latte accantoperché è un Puh-er stagionato esige rispetto totale per la sua storia. Questo tè “da meditazione”, scelto per affetto più che per coerenza tematica, esclude un po' tutta una gamma di dolcetti delicati ed asseconda invece il mio gusto personale, più legato all'annullamento dei confini (anche qui!) tra il dolce ed il salato, con una leggera preferenza a favore di quest'ultimo....
In un tè all'inglese che si rispetti, ovviamente, una piccola parte dolce non potrebbe comunque mancare, quindi sulla tovaglietta da tè ricamata in famiglia, in bianco e tortora a piccoli ramage anni '60, dispongo un piattino di shortbread dal sottile retrogusto salino... La ricetta è la classica: tre parti di farina, due di burro ed una di zucchero, ma sostituendo 1/3 della farina con farina di riso ed abbondando con il pizzico di sale...
E se per gli scones resto nella tradizione seguendo la ricetta di Mark Hix (British Regional Food, Quadrille Publishing Ltd, pag. 76), ne' dolce ne' salata, in alternativa alla classica orange marmelade propongo una Tiptree orange & thyme, in cui miele, zucchero e Cointreau si miscelano alle arance insieme ad un goccio di aceto bianco ed un sospetto di aglio ed erbe aromatiche (tra confettura e chutney, insomma...). Alla clotted cream non so rinunciare, se riesco a prepararmela in casa (quando trovo il latte giusto ed un bel weekend libero....) ci aggiungo giusto una puntina di zafferano, sia per il colore che per il profumo.
Per la torta, da tagliare a losanghe, ho pensato alla ricetta di un'amica ungherese. Non ne conosco il nome tipico, ma si tratta di un dolce con una base di frolla, delle albicocche sciroppate ed una nuvola dorata di tuorli e meringa alle mandorle sopra, con la particolarità di usare il grasso d'oca nel guscio di base al posto del burro, dettaglio che nel nostro caso onora perfettamente l'aroma “terreno” del tè...
Come ben sai raccontano che l'inglese Conte di Sandwich abbia chiesto al cuoco del suo club di servirgli il roastbeef racchiuso tra due fette di pane per potersi sfamare senza abbandonare il tavolo da gioco. Raccontano anche, però, di un'antica tecnica giapponese per conservare il pesce alternato a strati di riso, sale e aceto, e che un gruppo di facchini durante una pausa abbia cominciato a mangiare questo pesce appallottolandolo con il riso fermentato per sfamarsi sul luogo senza abbandonare... il tavolaccio da gioco. Come resistere ora alla tentazione di “giocare” anche noi con due storie tanto simili, evidenziando ciò che accomuna tramezzini e sushi nel loro istituzionale rapporto con il tè?!
Così preparo un risotto bianco a cui aggiungo verso la fine una puntina di senape in polvere, lo frullo con poco brodo vegetale fino ad ottenere una crema densa, e la spalmo a triangoli sottilissimi su carta forno. Cuocio a 180° ... ed ho pronte delle “cialde da sandwich”, da spalmare appena prima di servire con pochissimo burro lavorato a crema con succo e scorza finissima di lime e farcire a strati con salmone (crudo!) sottilissimo, rondelle di cetriolo ed una fogliolina di shiso fresco...
Poi però torniamo decisamente in Inghilterra, con morbidi sandwich di whole wheat bread: un velo di burro, aromatizzato allo Sherry e lavorato con noci e fichi secchi tritatissimi, ed il pane è pronto ad accogliere qualche fetta sottile e profumata di Wiltshire cured ham.
Sul vassoio li alternerei a sandwich di pane bianco: un lato spalmato di burro alla noce moscata, l'altro con patè di fegato (cotto con cipolla, sfumato con poco aceto balsamico, frullato con uova sode, un piccolo cappero, dragoncello, 1 cucchiaino di Grand Marnier ed un pizzico di scorza d'arancia e pepe bianco), accoppiati con al centro una sottilissima fetta di mela rossa con la buccia.
Un ultimo tocco “isolano”: una ciotolina di edamame, baccelli verdi di soya semplicemente lessati e serviti, caldi come il tè, con una leggera spoverata di cristalli di sale di Maldon misti a polvere di alghe nori tostate (... stessa seaweed della gallese laverbread, appunto).
Direi che la tavola è pronta, e quando arrivi a casa mi piacerebbe farti ritrovare l'atmosfera pacata di quella stanza vuota attraversata da un raggio di sole polveroso che Virginia Woolf descrive in “Gita al faro”. Se poi la nostra golosità si riconoscesse nei versi di William Carlos Williams non avremmo bisogno di altra musica che quella delle nostre parole sorridenti:

I have eaten
the plums
that were in
the icebox
and which
you were probably
saving
for breakfast
Forgive me
they were delicious
so sweet
and so cold

Nella foto: dolcetti autunnali esclusivi della paticceria giapponese che ha inventato i confettini a forma di fiori (li vedi a fianco di zucca, foglie d'acero eccetera) quando è nata la principessina Aiko figlia dell'imperatore.

Grazie Twostella per avermi coinvolto in questa piacevolissima esperienza della memoria, della fantasia e della condivisione...

Acquaviva

lunedì 27 ottobre 2008

Afternoon tea # 2. Riflessioni e ricette

Riflessioni e ricette di l'aiuola odorosa


Se è un tè che vogliamo, non andremo tanto per il sottile, detto fatto: acqua, foglie, filtro e in cinque minuti avremo pronta la nostra tazza fumante.
Ma se è un Afternoon Tea che vogliamo, be', in tal caso il mio consiglio è quello di mettersi comodi... è terribilmente inopportuno sorseggiare di fretta. Mi innamoro del momento di preparazione dell'Afternoon Tea, lo vesto dei colori che amo e che armonizzano con ciò che mi circonda, lo blandisco con le porcellane consumate, lo omaggio con gli argenti, con un bouquet di fiori freschi ed erbe aromatiche appena colte, con le fragranti cibarie d'accompagnamento fatte in casa. Felicemente at home, come voleva la contessa di Bedford.Può darsi che alle cinque il mio campanello suoni per annunciare l'arrivo del mio commensale: excellent! Per un Afternoon Tea non c'è niente di meglio di una chiacchierata amichevole - con una persona amica - sulle note di un sottofondo musicale non troppo invadente né, tantomeno, troppo sfuggente, commentando questo o quell'altro argomento di comune interesse.Può anche darsi - come è più solito - che ritagli per me sola questo momento, ascolterò allora Django Reinhardt, accompagnato però al violino da Stephan Grappelli.Non leggerò, perché soffro di aver per le mani, al tempo stesso, cibo e libri.Mi perderò in riflessioni, invece, sorbendo così, un po' assente, il gradevole infuso. Godrò la vista del mio giardino, delle siepi, del prato e del colore di nuove rose ottobrine grosse come peonie. Tornerò con i pensieri a qualche film di britannica atmosfera, a Carrington, di certo, ad altri, forse.Mi piace questo spazio calmo e privato, pieno di tè, di sapori aromatici misti a note e ricordi, di frasi e pensieri che vanno e che vengono. Di essi, alcuni, rimangono..
Questo il menù dell'Aiuola Odorosa per un tradizionale Afternoon Tea inglese:
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Menù
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Sandwiches
Smoked Salmon with cream cheese and wholegrain mustardCucumber Sandwich
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Scones
English scones from a.o. bakeryserved with jam and clotted cream
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Carrot Cake
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Twinings Vintage Darjeeling Tea
Sebbene il mio Sommy solleciti da tempo di accompagnare il tutto con una euforizzante flute di champagne, secondo la moda londinese dello champagne afternoon tea, non c'è verso - sia chiaro - di introdurre tale francese eccentricità in questo tè e in questa aiuola!
Carrot Cake:
175g di farina lievitata,1 tsp di lievito,1tsp di cannella in polvere, 1/2 tsp di sale, 300 ml di olio di mais, 350g di zucchero, 225g di carote grattugiate.
per la copertura:175g di cream cheese (ho preferito il mascarpone al philadelphia), 175g di burro, 1/2 tsp di estratto di vaniglia, 225g di zucchero a velo.
1. Preriscaldare il forno a 180°
2. Imburrare una teglia rotonda dal laterare estraibile e foderarla sul bordo con carta forno. La carta deve superare di tre dita l'altezza del bordo .
3. Preparare il composto secco: farina, lievito, cannella, sale.
4.Preparare il composto liquido: zucchero, uova, olio. Aggiungere al secco e, infine le carote grattugiate.
5. Versare il tutto nella teglia, livellare e mettere in forno a 180° per 40'. Poi abbassare la temperatura a 150° e cuocere altri 20'. A cottura terminata, togliere dal forno e lasciare raffreddare completamente.
per la
1. mescolare con lo sbattitore mascarpone e burro, già lasciato ammorbidire a temperatura ambiente
2. aggiungere vaniglia e zucchero a velo e mescolare ancora un po'.
3. stendere sulla torta con l'aiuto di una spatola, decorare con noci o quello che più ci aggrada...

Questo post, come il precedente, aderisce all'iniziativa di Twostella Afternoon Tea Award

venerdì 24 ottobre 2008

Un tè nella valle di Comino

E Artemisia Comina ci racconta ancora qualcosa intorno al tè (su AAA tra gli altri scatti un divertente scoiattolino!)

Non c’è posto più lontano dal tè della Valle. Qui lo si prende quando si è convalescenti, o almeno si sta male di stomaco; meglio se si è “signorine”, perché qualsiasi individuo dotato di un’identità più netta è impensabile che voglia bere quell’acqua colorata e tiepida. In effetti, il tè dal gusto di carta che si ottiene con le bustine qui si declina in un’ampia gamma di sapori bizzarri, derivanti dall’essere stato donato dagli emigranti che tornano dall’America portando con sé strane misture al mango, alla papaia, all’ananas, con vaghe presenza di forse tè sullo sfondo. Per soprammercato, non essendo tali miscugli amati da alcuno, giacciono sul fondo della credenza così a lungo da assumere infine sapori ancora più allarmanti e confusi, tra i quali l’aroma di erba secca è il più rassicurante. A casa di mia cugina Mentuccia le stesse credenze ove si conservano vasellami rivelano la grande assenza del gusto del tè; mentre le tazze da caffé si moltiplicano, quelle del tè scarseggiano, e se ne trovi due già sembra bastevole per la bisogna di portare la purga al malato.Bene, è in questo contesto ostile che mi provo a introdurre una cerimonia del tè fatta di locali attrazioni. Intanto recupero una tazza anni trenta dal bell’andamento rotondo e aperto, di ceramica verde, quindi la schiaffo su un vassoietto coevo assai decò. Metto della nebbia fuori dalla finestra, giù nella valle, come un mare sfumato e azzurrino acqattato tra i monti; poi faccio passare lo scoiattolo nero che abita in giardino sulla persiana. Accendo il camino, faccio calare la sera. Recupero due zuccheriere che mettano insieme la camera con il camino, con la sua credenza piena di porcellane sopravvissute, e la cucina con le sue sedie azzurre. La prima zuccheriera, la quasi pregiata, è ancora un oggetto decò, vuoto e riposto. La seconda, più antica, che deve essere lì almeno dall’inizio del secolo scorso, porta in sé infitto nello zucchero un cucchiaino souvenir di Los Angeles – di nuovo una traccia di quanti andarono lontano e si ricordarono di chi era restato – ha debite sbreccature e tuttora lavora a pieno ritmo. Potremmo leggere D’Annunzio o Carducci, in biblioteca c’è tutta la collezione acquistata man mano che tali libri venivano al mondo; ma io preferirei Verne, pure presente al completo. Sceglierei Viaggio al centro della Terra. Però potremmo anche leggere La Casa Ostile; sappiate che le possibilità sono davvero molte. Facciamo andare il giradischi anni cinquanta, oggetto qui modernissimo, con La Danza Macabra di Saint-Saëns, vivace e ironica. Cosa si mangia? Gli innocenti pirritini, la supercrostata di ricotta, le ciambelle con su il naspro come quelle che facevano le monache di clausura di Arpino, la ciambella morbida di Sora che nella sua tenue dolcezza sta benissimo con un salamino sapido, i mostaccioli che anticipano il Natale, come pure i torroncini di Alvito alla pasta di mandorle rivestita di cioccolato o fatti di croccante, ottimi; le gigantesche paste locali che bisogna tenere con due mani, i biscotti di farina gialla, le ciambellette al vino o zuccherine che fondono in bocca, le varie pizze dolci di uova burro e zucchero. Non chiedete più di tanto i salati, accontentatevi di quel salame, non possiamo chiedere troppo a queste latitudini. Il tè? Be’, no. Quello lo portiamo da Roma. Facciamo che ci portiamo un Mariage Frères nuovo di zecca, il ROUGE D'AUTOMNE 2008 al profumo di Marrons Glacés.Questo tè della Valle interloquisce con un tè preso a Dublino, arpeggiando sul tema del prendere un tè, suggerito da Twostella.
Pubblicato da a 20.24
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Irlanda. Dublino. Shelbourne hotel. Un tè perfetto.


Dall'album dei ricordi di Artemisia Comina, e sul suo blog AAA sfogliate le altre foto!

Un tè perfetto, nella Lord Mayors Tea room del Shelbourne Hotel.
Un albergo storico, inaugurato nel 1824, oggi cinque stelle. Ristrutturato nel 2006 spero senza danno; quando ci andammo per il tè nella celebrata Lord Mayors Tea era il punto di incontro di tutta Dublino, e non solo dei suoi ospiti.
Il venerdì della settimana prima di Natale era vivacissimo nei suoi bar e nella sua sala da tè, sia dentro che fuori, e le diavolesse dublinesi, eredi delle vichinghe dei tempo delle scorrerie che in Dublino andavano a ritemprarsi da battaglie e viaggi per mare al caldo del sud, esibivano al vento e alla pioggia sandaletti luccicanti, gambe nude e top di velo dove io mi avvolgevo in parecchie molteplici sciarpe. Diavolesse che furono una delle più liete sorprese della Dublino ritrovata in piena esplosione, alle soglie del 2005, dopo le visite di anni prima alla città bella e fatiscente, cattolica e povera. Il primo ristorante dove ci ritrovammo, un vietnamita mi pare – grande mescolanza di cucine oggi a Dublino, che si affianca ai vecchi pub che resistono impavidi e colmi all’inverosimile di chiacchiere e di birra – ci sembrò a tutta prima un ritrovo gay. Tavolate di felici fanciulle abbigliate per la festa si radunavano a chiacchierare, bere e mangiare in grande apparente felicità. Quando le vedemmo ripetersi numerose in ogni locale capimmo quanto eravamo scemi. Si trattava delle ragazze di Dublino contente di ritrovarsi tra loro. Auguro alla città dalla riscoperta gioia di sopravvivere alla bufera finanziaria che anche su di lei ora si abbatte, e in particolare lo auguro alle liete ragazze.
La musica di strada imperversava con la caratteristiche dell’alta competenza che in Irlanda caratterizza il dilettante. Ricordi di estati passate in caccia della traditional music dal vivo e delle sue gighe scatenate e barocche, dei suoi musicisti che cavano di tasca un flauto, e si uniscono al violino che già sta andando con la naturalezza con cui un uccello si posa accanto a un altro su un ramo, e inizia a cantare in perfetta assonanza, dei suoi cantori che di punto in bianco si alzano dalla loro sedia al pub e si buttano in un a solo patetico e dolce, musicale e straziante, per poi tornare a sorseggiare la loro assorta birra.
Quante cose sull’Irlanda, quanti ricordi. Quante memorie di lanose pecore dalle zampe sottili sotto l’enorme manto di riccioli, Marzia. Dei loro occhioni lucenti nel buio della notte, della sorpresa di vederle vagare in solitaria passeggiata sul pizzo di una rupe sul mare, su un prato alto sul colle fino al calare più profondo della sera, solo a volte radunate dai piccoli cani quasi-volpini con i loro veloci zig zag, mentre un airone in maestoso volo passa sulla tua testa, grigio azzurro sul grigio azzurro del cielo nuvoloso.
Gli scones migliori? Mangiati in una “sala da tè” allestita in piena campagna del Connemara dentro un garage, da un signore che arrotondava con qualche soldo il suo reddito assai contenuto. Disse queste sante parole: “Gli scones che vi offro sono ottimi, perché li ho appena fatti”. Parole da ricordare assolutamente, per quanto riguarda gli scones.
I tè più opulenti? Quelli del Cashel Hause Hotel, ancora in Connemara, in un altro Natale; eravamo tra gli ospiti supernutriti che non rinunciavano neppure al tè e alle mince pie imbiancate di glassa, presi tra i fuochi dei molteplici camini che riscaldavano il susseguirsi di stanze piene di poltrone, libri e i bibelot più disparati, testimoni di un certo gusto inglese che conserva memorie di ogni tipo, dalle vecchie bambole alle cartoline, mostrando tutto in vetrina.
Sì, questo del Shelbourne fu un tè perfetto. Giusta l’infusione, la temperatura, freschissimi i burri, gli scones, i tramezzini, i piccoli dolci. Perfetta la sala con le morbide poltrone dai velluti rossi e i suoi avventori – anche qui una tavolata di liete ragazze - perfetto il pianista buffo e tenero che dopo aver gettato un’occhiata verso di noi aggiunse anche Volare al suo repertorio. Se vi capita di andare da quelle parti, provate.
Un paio di dolci anglo-irlandesi da tè: il caraway seed cake, e i ginger bisquit. Oppure, decisamente UK, il dolce al cioccolato e cannella, il crunchy top lemon cake, la torta di carote all'inglese.
Il signore in nero davanti al portone rosso è un parroco che raccoglie le offerte di Natale.
Inizio a rispondere con questo post all’invito di parlare di tè di Twostella.Foto di Nunchesto e Artemisia.

giovedì 23 ottobre 2008

Un tè da Twostella


Direttamente dal blog di Romy ovvero Chez Moi!


.. nel suo Giardino dei Ciliegi. La sua proposta è stata accolta con grandissimo entusiasmo, e a ragione: è veramente significativo che una comunità virtuale si ritrovi intorno ad un simbolo ancestrale come il tè. Distanze e differenze si appianano, nel nome dell' infuso così carico di simboli, e che da secoli riunisce attorno alle cose più naturali del mondo, l'acqua e le foglie, famiglie, amici, colleghi. Davanti ad una tazza di tè si sono strette alleanze, piante lacrime di gioia e di dolore, appianati litigi, sussurrate frasi d'amore o piccole e grandi maldicenze. Ognuno di noi ha almeno un ricordo importante legato al tè: io ne ho due, uno terribile, l'altro meraviglioso. Quando mio padre stava morendo ed lo vegliavo all'ospedale, fu un tè caldo e zuccherato che mi dette il coraggio di passare la notte.Quando ho conosciuto il mio primo grande amore , quello che ora è mio marito, lui mi portò a prendere il tè in un piccolo locale pieno di libri, sigari e torte fatte in casa, una specie di palafitta di legno che si affacciava sul mare...si chiamava " Il Bucaniere ", ed era il locale dei miei sogni: adesso purtoppo non esiste più.Devo dire che sono molto attratta dall'approccio orientale al tè, così spirituale e meditativo: ma l'idea di un tè all'inglese, magari in un prato, o in un salotto vittoriano, mi fa battere il cuore. Putroppo non sono mai stata a Londra: credo di essere l'unica in Italia...ma ho fatto come Salgari: ci sono stata centinaia di volte con la fantasia!
Accolgo quindi l'invito di Twostella, e preparo la tavola per voi...spero che verrete a trovarmi, ho tante cose da raccontarvi!Ho intenzione di mettere su uno dei miei cd preferiti: è la colonna sonora del film "Sotto il sole della Toscana" : adoro Francis Meyes, e questo è un libro che ho particolarmente amato, anche perchè mi è capitato di leggerlo proprio al momento opportuno, quando stavo restaurando casa... la mia personale Bramasole! Il film non rende giustizia , ma la musica di Christophe Beck...vale la pena che la ascoltiate, e mi sembra adatta a fare da sottofondo alle nostre chiacchiere. Vi farò subito vedere il libro sul tè che mi è arrivato da poco : quello di John Blofeld, ed in particolare una poesia che egli riporta, e che mi ha particolarmente colpito: l'autore è il Maestro di Tè T'ieh-Chun:

" D'alti e bassi è la vita:

sorge e tramonta il sole:dunque val tanto agitarsi?

D'esser felici bramiamo....

....con gli amici in riva al fiume

fate allegre scampagnate,

sotto i salici a pescare,

scacchi e liuto vi portate,

libri e tele da ammirare...

...storie antiche poi narrate

e racconti a lieto fine,

ammirando l'ornamento

maestoso delle foglie

e policromo dei fiori..

....Non curatevi degli altri

se vi trattan con calore

o con senso di freddezza.

L'acqua limpida attingete

dalla fonte che zampilla

sotto i pini verde blu.

Sulla stufa di terraglia

circondata da bambù

bollirà l'acqua col tè

del Dragone e la Fenice.

Preparate la miscela

prelibata, poi gustate

le delizie delle sette

tazze di Lu-T'Ung, colme del noto tè Yang-Hsien "

La poesia, così come l'ho "tagliata" io, non rende: ma il senso è che "di doman non c'è certezza", e che di tutto ciò che la natura ci offre, e del contingente, dobbiamo godere a piene mai.Metterò una tovaglia a grandi rose, e il servito di porcellana bianca e blu di mia nonna, legato ai ricordi della mia infanzia: che bello, prendere il tè "nelle tazze belle" con le amichette, come le signore !Vi offrirò degli Scones, con una crema ottenuta miscelando con la frusta mascarpone e panna da montare, e piccole vaschette di marmellate varie: di fragole, di uva spina, di mele cotogne fatta da me.Poi la torta di mele, che io adoro: la ricetta base (che metto di seguito ) è quella di mia suocera, ma per voi la arricchirò di cannella, accompagnandola con una boule di gelato alla vaniglia, anche quello fatto in casa.Poi, delle mini barquettes di frolla con marmellata di arance amare, cosparse di pinoli tostati.Infine, una specie di piccola Sacher, che posterò in seguito: la pasta è di cioccolato, così come la copertura glassata: ma all'interno, metterò due strati: uno, classico, di marmellata di albicocche, l'altro di gelatina di tè, ed in particolare del tè dell'Hotel Sacher, che mi ha portato in mio amore da Vienna: è un Earl Grey, ma con un sospiro di gelsomino, perfetto per esaltare il cioccolato.Non dovranno mancare biscotti secchi: classici in pasta frolla, in pasta di mandorle e dei biscottini al Matcha e cioccolato, quelli del post.In più, per chi ama il salato piccoli panini briosciati cosparsi di semi di papavero,con burro al tartufo e prosciutto cotto, ed altri con burro, salmone affumicato ed una timida spolverata di aneto. Se ce la faccio, vi farò trovare anche i tramezzini TTT , ma li vedo più adatti ad una degustazione di tè verdi ...beh, vedrò che fare!Ma veniamo al protagonista: il té. Anche se io lo preferisco senza aggiunte, vi farò trovare latte, fettine di limone e zucchero bianco e di canna: nella panciuta teiera del servito, metterò un Darjeeling Castleton. Ma preparerò anche altre piccole teiere, tenendole tutte in caldo su uno scaldavivande o con dei tea cosy: metterò in tavola anche due aromatizzati: il Sacher in questione e una miscela detta "Casablanca" che ho comprato a La Via Del tè, con base di tè verdi, profumata di agrumi e rose.Ma anche uno Withe Snow Buds, tè bianco eccellente, a mio gusto, e capace di far esprimere al fondente tutte le sue sfumature. In una ciotolina preparerò anche qualche Mini Tuo di Pu'Er, da accompagnare al salato: in un angolino metterò delle tazze più adatte a degustare questi ultimi due tipi di tè.


Torta di Rina ( mia suocera: le voglio molto bene, e devo dire che come nuora sono stata fortunata...)

due uova, 150 g di zucchero, 2 etti di farina, un bicchiere scarso di latte tiepido, dodici grammi di lievito per dolci, la buccia grattugiata di un limone, tre mele renette, pan grattato

Imburrare una teglia a cerniera apribile e cospargerla bene di pan grattato.Lavorare le uova con lo zucchero, poi unire pian piano tutti gli altri ingredienti tranne le mele che disporrete in modo armonioso sulla superficie della torta, a fettine abbastanza spesse ( mentre le tagliate, spruzzatele con poco limone per non farle annerire )Io, come ho detto, la servirei tepida cosparsa di cannella e con gelato alla vaniglia: ma anche la panna acida può essere un'ottima alternativa.Va cotta in forno ben caldo a 160° per quarantacinque minuti circa.